Multimorbilità e rischio demenza: un’associazione in cui conta l’età

  • Alessia De Chiara
  • Notizie dalla letteratura
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Messaggi chiave

  • la presenza di due o più patologie croniche si associa a un rischio aumentato di sviluppare demenza, soprattutto quando la multimorbilità insorge nella mezza età piuttosto che in un’età più avanzata.
  • La giovane età di insorgenza risulta pesare di più sul rischio di dememza in presenza di una multimorbilità più grave.

In uno studio pubblicato su BMJ che ha coinvolto oltre 10.000 individui seguiti per circa 3 decenni, la presenza di due o più patologie croniche è associata a un rischio smaggiore di sviluppare demenza. Gli autori hanno analizzato i dati in diverse fasce di età, scoprendo che le associazioni più forti si hanno nei casi in cui la multimorbilità insorgea 55  anni, e si riducono con l’avanzare dell’età. “Questo è il primo studio che dimostra come le patologie croniche nella mezza età si associano a un maggior rischio di demenza in età più avanzata” scrivono.

L’analisi ha coinvolto 10.095 persone senza demenza che tra i 35 e i 55 anni erano state incluse nello studio Whitehall II, iniziato nel 1985-1988. Durante un follow-up mediano di 31,7 anni, sono stati riscontrati 639 casi di demenza. Si è visto che, all’età di 55 anni, il 6,6% dei partecipanti aveva multimorbilità, definita come la presenza di almeno due tra 13 patologie croniche specificate nello studio, tra cui malattia coronarica, ipertensione, diabete o cancro. A 70 anni ne era colpito il 31,7%.

Da un’analisi aggiusta per diverse covariate, quali fattori sociodemografici e comportamenti legati alla salute, è emerso che, rispetto a chi è sano, la multimorbilità all’età di 55 anni si associa un più alto rischio successivo di demenza (HR 2,44, differenza nel tasso di incidenza per 1.000 anni persona di 1,56).  Considerando lo stato di multimorbilità alle diverse età (60, 65 e 70), una più giovane età al momento dell’insorgenza si associa a un rischio di demenza più alto. L’associazione invece si indebolisce progressivamente con l’avanzare dell’età.

Per gli autori è indispensabile trovare i “target” per la prevenzione della demenza, considerando la mancanza di un trattamento efficace e le implicazioni che questa condizione ha sulla società e a livello personale. “I risultati sottolineano il ruolo della prevenzione e della gestione delle malattie croniche nel corso dell’età adulta per mitigare gli esiti avversi in tarda età. È già noto che la multimorbilità influisce sull’utilizzo dei servizi sanitari, sulla qualità della vita e sul rischio di mortalità; il nostro studio aggiunge la demenza alla lista” concludono.