mRCC: il legame tra microbioma intestinale ed esiti del trattamento

  • Salgia NJ & al.
  • Eur Urol

  • Univadis
  • Notizie di oncologia
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Conclusioni

  • La diversità del microbioma intestinale è associata agli esiti del trattamento nei pazienti con carcinoma a cellule renali metastatico (metastatic renal cell carcinoma, mRCC) che ricevono inibitori del checkpoint immunitario (checkpoint inhibitor, CPI).
  • I pazienti con mRCC che possiedono una maggiore abbondanza di alcune specie batteriche presentano maggiori probabilità di ottenere benefici dal trattamento con CPI.

Perché è importante

  • In base ai risultati di questo studio è stata avviata una sperimentazione clinica randomizzata per valutare il ruolo della modulazione microbica intestinale nella risposta ai CPI.

Disegno dello studio

  • In uno studio osservazionale prospettico sono stati raccolti campioni fecali di 31 pazienti con mRCC entro 7 giorni dall’avvio dell’assunzione di nivolumab in monoterapia (77%) o di nivolumab più ipilimumab (23%).
  • Le composizioni microbiche sono state valutate al basale, 1 mese e 3 mesi dopo l’avvio del trattamento.
  • Finanziamento: Bristol-Myers Squibb (in parte).

Risultati principali

  • Nel 58% dei pazienti che hanno evidenziato un beneficio clinico, il 35% ha ottenuto una risposta completa o parziale e il 23% malattia stabile.
  • Una maggiore diversità microbica era associata in modo significativo a un beneficio clinico dei CPI (P=0,001). 
  • Le specie batteriche con l’associazione più forte in termini di beneficio clinico erano Bifidobacterium adolescentis (P=0,002), Barnesiella intestinihominis (P=0,002), Odoribacter splanchnicus (P=0,006) e Bacteroides eggerthii (P=0,009).
  • È stata osservata un’abbondanza relativamente maggiore di Akkermansia muciniphila in molti pazienti che hanno evidenziato benefici clinici, in contrasto con una ridotta abbondanza in molti di quelli che non hanno ottenuto alcun beneficio clinico.

Limiti

  • La proliferazione dei batteri aerobici potrebbe essere una conseguenza dell’uso di un contenitore non sigillato sottovuoto per la raccolta delle feci.