Mortalità a 10 anni dopo by-pass aortocoronarico con innesti di arteria mammaria bilaterali


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Messaggi chiave

  • A 10 anni dall’intervento di bypass aorto-coronarico (Coronary Artery Bypass Graft, CABG) con innesti di arteria mammaria, non ci sono differenze significative nella mortalità dei pazienti sottoposti a innesto bilaterale e di quelli sottoposti a innesto singolo.

 

Descrizione dello studio

  • Lo studio multicentrico ART (Arterial Revascularization Trial) ha arruolato 3.102 pazienti programmati per un intervento di CABG.
  • I pazienti sono stati randomizzati (1:1): un gruppo è stato assegnato a un singolo innesto di arteria toracica interna (mammaria), un altro gruppo a un innesto bilaterale.
  • L’esito primario era la mortalità per ogni causa a 10 anni; l’analisi era per intenzione al trattamento.
  • L’esito composito secondario includeva morte per ogni causa, infarto del miocardio e ictus.
  • Fonti di finanziamento: British Heath Foundation, U.K. Medical Research Council, National Institute of Health Research.

 

Risultati principali

  • Nel gruppo innesto bilaterale, il 13,9% dei pazienti ha ricevuto un singolo innesto di arteria mammaria; nel gruppo innesto singolo, il 21,8% dei pazienti ha ricevuto anche un innesto di arteria radiale; a 10 anni non era noto lo stato di esistenza in vita del 2,3% dei partecipanti.
  • A 10 anni erano deceduti 315 pazienti (20,3%) del gruppo innesto bilaterale e 329 pazienti (21,2%) del gruppo innesto singolo (HR 0,96; IC95% 0,82-1,12; P=0,62).
  • L’esito secondario ha interessato 385 pazienti (24,9%) del gruppo innesto bilaterale e 425 pazienti (27,3%) del gruppo innesto singolo (HR 0,90; IC95% 0,79-1,03).

 

Limiti dello studio

  • Un numero considerevole di pazienti non è stato sottoposto alla procedura a cui era stato assegnato, ciò può avere diminuito il potere statistico dello studio.

 

Perché è importante

  • Alcuni studi hanno suggerito che nel CABG l’utilizzo di innesti bilaterali di arterie mammarie si associ a una maggiore riduzione della mortalità a lungo termine rispetto all’innesto singolo.
  • Si ipotizza che l’uso di un innesto di arteria mammaria destra in aggiunta a quella sinistra si associ a esiti migliori grazie a un miglioramento della pervietà a lungo termine.
  • L’analisi ad interim (a 5 anni) dello studio ART non aveva mostrato differenze nella mortalità nei due gruppi assegnati a innesto bilaterale o innesto singolo.
  • L’analisi a 10 anni conferma che non ci sono differenze nella mortalità per ogni causa, nell’esito composito di mortalità per ogni causa, infarto e ictus e nel tasso di ripetizione della procedura di rivascolarizzazione.
  • Una delle possibili spiegazioni della discrepanza rispetto agli altri studi è che il 22% dei pazienti assegnati all’innesto singolo ha ricevuto anche un altro innesto arterioso; quando è stato disegnato lo studio non era nota la superiorità dell’innesto di arteria radiale rispetto all’innesto di vena safena.
  • Nell’analisi per protocollo sono emerse differenze rilevanti nella mortalità di chi aveva ricevuto due o più innesti arteriosi rispetto a chi ne aveva ricevuto uno.
  • Un nuovo studio (Randomized Comparison of the Clinical Outcome of Single versus Multiple Arterial Grafts, ROMA) sta valutando il beneficio di innesti arteriosi multipli.