Morso di Zecche e Rischio Infettivo


  • Politica e sanità - Univadis
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

A cura di: Mauro Marin - Direttore di Distretto Pordenone e Paolo Spriano – MMG Milano
Key words: arbovirus, encefalite, zoonosi

La recente segnalazione in Italia, nell’area bellunese, di nuovi casi di meningo-encefalite da zecca del genere Ixodes (TBE: tick borne encephalitis) ha richiamato l’attenzione su una malattia virale del sistema nervoso centrale causata da un arbovirus che è stato segnalato per la prima volta nel 1994 e considerato endemico nel nostro paese,  in particolare nelle aree pedemontane (1), dove le zecche infette lo trasmettono in diversi animali, selvatici o domestici, fra cui roditori, caprioli, ovini, caprini che contribuiscono al mantenimento del ciclo di trasmissione dell’infezione. In particolare in primavera-estate è possibile che un crescente numero di persone richieda informazioni su come prevenire e curare i morsi da zecche. 

Ci sono due malattie trasmesse dalle zecche comuni in Europa:
La prima piu rara comporta il rischio di trasmissione attraverso la zecca del virus TBE. 
La TBE è trasmessa dalle zecche del genere Ixodes ricinus e Ixodes persulcatus, che operano come vettori e come serbatoi, così come le zecche del genere Dermacentor (zecca del cane) ed Haemaphysalis.  
Dopo il morso di zecca infetta nell’uomo, nel 70% dei casi circa, si manifesta un’infezione pauci-sintomatica, che può passare inosservata. Nel restante 30% dei casi, dopo 3-28 giorni dal morso di zecca si ha una prima fase con sintomi simil-influenzali come febbre alta, mal di testa importante, mal di gola, stanchezza, dolori muscolari e articolari per 2-4 giorni. Poi la temperatura scende e in genere non ci sono ulteriori conseguenze. 
Nel 10-20 per cento di questi casi, dopo un intervallo senza disturbi di 8-20 giorni, inizia una seconda fase caratterizzata da disturbi del sistema nervoso centrale (encefalite, paralisi flaccida che può essere mortale nell’1% dei casi).  Il decorso della TBE è mite nei soggetti più giovani, con aumento della severità all’aumentare dell’età.  
La prevenzione è possibile in quanto esiste un vaccino disponibile in Italia dal 2006. Il ciclo vaccinale di base prevede la somministrazione di tre dosi (all’età di 0, 1-3 mesi, 9-12 mesi) con richiami a cadenza triennale, per via intramuscolare, preferibilmente nella regione deltoidea. E’ possibile effettuare un ciclo accelerato di vaccinazione, che però non garantisce gli stessi risultati del ciclo classico, in termini di risposta anticorpale. 

La seconda, più frequente, è la borreliosi di Lyme, un’infezione batterica responsabile di eritemi, artriti, disturbi neurologici e cardiaci curabili con un’antibioticoterapia mirata.  
Tutti gli escursionisti in montagna, i boy scout, i cacciatori, i cercatori di funghi, le guardie forestali sono a maggior rischio di contrarre l’infezione per cui è importante l’informazione su come prevenirla. Il rischio di contrarre infezioni dopo morso di zecca è del 5% circa. Dunque non serve assumere subito l’antibiotico se non si presentano sintomi di infezione.
Il morso di zecca è indolore e nel 70% dei casi passa inosservato. 
L’infezione da borrelia non conferisce un'immunità permanente: nei pazienti già trattati con antibioticoterapia persiste il rischio di reinfezione a seguito di un nuovo morso di zecca .

La diagnosi precoce di borreliosi si fonda essenzialmente sulle manifestazioni cliniche. Il test per la ricerca di anticorpi anti-borrelia nelle fasi precoci dell’infezione (4-6 settimane) risulta ancora negativo. 
Le manifestazioni della borreliosi si distinguono in precoci e tardive. Manifestazioni precoci sono rappresentate dall'eritema migrante (60-80% dei casi) e da sintomi simil-influenzali quali febbre, cefalea, astenia, artro-mialgie migranti e intermittenti e linfoadenopatie.
L’Eritema migrante si presenta come una lesione cutanea arrossata di  forma anulare, di norma centralmente più chiara, con tendenza all'estensione centrifuga fino a raggiungere un diametro massimo anche di cm.10-50. 
L’eritema compare dopo 3-30 giorni dal contagio come lesione unica in sede di morso di zecca infetta nel 60-80% dei casi di infezione, dura in media 3-4 settimane e può recidivare nel 25-50% dei casi con lesioni simili multiple ma più piccole se l'infezione non viene curata. 
Manifestazioni tardive principali della borreliosi sono l'artrite (60% dei casi), la meningite o la polineurite (15% dei casi) e aritmie cardiache (4-8% dei casi).

Nelle escursioni in aree boschive endemiche è consigliabile usare vestiti protettivi (calzetti e calzoni lunghi), evitare possibilmente il contatto con cespugli e arbustri, non sedersi direttamente sul terreno nel sottobosco e al ritorno dalle escursioni controllare subito se vi sono zecca attaccate alla cute. Se si riscontrano zecche sulla pelle bisogna asportarle subito con una pinzetta. E’ consigliabile controllare periodicamente il pelo degli animali domestici ed utilizzare prodotti repellenti specifici contro le zecche.

L’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) ha reso disponibile sul proprio sito le mappe di distribuzione delle zecche per genere (1) con l’obiettivo di fornire informazioni aggiornate sulla diffusione di questi vettori mostrando anche il livello di distribuzione regionale e materiale informativo (2) per supportare i sistemi sanitari pubblici nel aggiornamento di una rete nell’ideazione di iniziative e programmi di prevenzione legati ai morsi di zecca. I materiali sono stati studiati per diversi target (bambini, viaggiatori, persone che vivono in aree endemiche e operatori sanitari) con lo scopo di aumentare le conoscenze su questi parassiti, prevenirne i morsi, riconoscere il loro habitat, identificarle e rimuoverle correttamente, e dare i suggerimenti descritti per le fasi successive al morso di zecca.