Misure emergenziali per il servizio sanitario della Regione Calabria e altre misure urgenti in materia sanitaria


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DECRETO-LEGGE 30 aprile 2019, n. 35

Misure emergenziali per il servizio sanitario della Regione  Calabria
e altre misure urgenti in materia sanitaria

(Gazzetta Ufficiale n.101 del 02 maggio 2019)

 Vigente al: 03 maggio 2019  

Capo I
Disposizioni urgenti per il Servizio sanitario della Regione Calabria

 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
 
  Visti gli articoli 77 e 87, quinto comma, della Costituzione;
  Ritenuta la straordinaria necessita' e urgenza di  prevedere,  allo
scopo di tutelare il rispetto dei livelli  essenziali  di  assistenza
(LEA) in ambito sanitario di cui  all'articolo  117,  secondo  comma,
lettera m), della Costituzione nonche' di garantire  il  fondamentale
diritto alla salute, misure eccezionali, volte anche alla risoluzione
delle riscontrate, gravi inadempienze  amministrative  e  gestionali,
per  la  Regione  Calabria,  supportando  l'azione  commissariale  di
risanamento del servizio sanitario regionale;
  Accertati il mancato rispetto degli obiettivi  economico-finanziari
previsti  dalla  cornice  programmata   nell'ambito   dei   programmi
operativi, il mancato raggiungimento del  punteggio  minimo  previsto
dalla griglia dei livelli essenziali di assistenza, nonche' rilevanti
criticita'  connesse  alla  gestione   amministrativa,   piu'   volte
riscontrati, da ultimo, dai Tavoli di verifica  degli  adempimenti  e
dal  Comitato  permanente  per  la  verifica  dei  LEA  nella  seduta
congiunta del 4 aprile 2019;
  Ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza di adottare  misure
in  materia  di  carenza  di  personale  sanitario,   di   formazione
sanitaria, di carenza di medicinali e altre  misure,  tutte  volte  a
garantire e a promuovere la continuita' nell'erogazione  dei  livelli
essenziali di assistenza e ad assicurare una  maggiore  efficienza  e
funzionalita' del Servizio sanitario nazionale nonche'  una  migliore
erogazione delle prestazioni,  rispondendo  in  maniera  sempre  piu'
adeguata alle esigenze dell'utenza;
  Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri,  adottata  nella
riunione del 18 aprile 2019;
  Sulla proposta del Presidente del  Consiglio  dei  ministri  e  del
Ministro della salute, di concerto con i Ministri dell'interno, della
difesa,   dell'economia    e    delle    finanze,    dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca e per  gli  affari  regionali  e  le
autonomie;
 
                                EMANA
                     il seguente decreto-legge:
 
                               Art. 1
 
                       Ambito di applicazione
 
  1. Il presente Capo  reca  disposizioni  speciali  per  la  Regione
Calabria inerenti al  raggiungimento  degli  obiettivi  previsti  nei
programmi  operativi  di  prosecuzione  del  piano  di  rientro   dai
disavanzi del Servizio sanitario regionale.

                               Art. 2
 
            Verifica straordinaria sui direttori generali
             degli enti del Servizio sanitario regionale
 
  1. Il Commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro dal
disavanzo nel settore sanitario,  nominato  ai  sensi  del  combinato
disposto dell'articolo 4 del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, e
dell'articolo 2, comma 84, della legge 23 dicembre 2009, n.  191,  di
seguito  denominato  «Commissario  ad  acta»,  entro  trenta   giorni
dall'entrata in  vigore  del  presente  decreto  e,  successivamente,
almeno  ogni  sei  mesi,  e'  tenuto  ad  effettuare   una   verifica
straordinaria sull'attivita' dei  direttori  generali  delle  aziende
sanitarie, delle aziende  ospedaliere  e  delle  aziende  ospedaliere
universitarie, ai  sensi  di  quanto  disposto  dall'articolo  2  del
decreto legislativo 4 agosto 2016,  n.  171.  La  verifica  e'  volta
altresi' ad accertare  se  le  azioni  poste  in  essere  da  ciascun
direttore generale sono coerenti con gli obiettivi di attuazione  del
piano di rientro,  anche  sotto  il  profilo  dell'eventuale  inerzia
amministrativa o gestionale. Il Commissario  ad  acta,  nel  caso  di
valutazione negativa del direttore generale, previa  contestazione  e
nel   rispetto   del   principio   del   contraddittorio,    provvede
motivatamente,  entro  quindici  giorni  dalla   formulazione   della
predetta contestazione e senza i pareri di cui all'articolo 2,  commi
4 e 5, del  decreto  legislativo  n.  171  del  2016,  a  dichiararne
l'immediata decadenza dall'incarico, nonche' a risolverne il relativo
contratto. In caso di valutazione positiva, al direttore generale  si
estendono le disposizioni relative alle attribuzioni  ed  ai  compiti
dei commissari straordinari di cui all'articolo 3, comma  6,  nonche'
all'articolo 5, comma 1.

                               Art. 3
 
                 Commissari straordinari degli enti
                  del Servizio sanitario regionale
 
  1. In caso di valutazione negativa del direttore generale ai  sensi
dell'articolo 2, comma 1, il Commissario ad acta, previa  intesa  con
la Regione, nomina un Commissario straordinario. In mancanza d'intesa
entro il termine perentorio di dieci giorni, la nomina e'  effettuata
con decreto del Ministro della salute, su proposta del Commissario ad
acta, previa delibera del Consiglio dei ministri, a cui e' invitato a
partecipare il Presidente della Giunta  regionale  con  preavviso  di
almeno tre giorni. Quando risulti nominato dalla  Regione,  in  luogo
del direttore generale, un commissario  regionale  che,  a  qualsiasi
titolo, ne svolge le funzioni, questi decade alla data di entrata  in
vigore del presente  decreto  e  si  applicano  le  disposizioni  del
presente articolo.
  2.  Il  Commissario  straordinario  e'  scelto,  anche  nell'ambito
dell'elenco nazionale di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 4
agosto 2016,  n.  171,  fra  soggetti  di  comprovata  competenza  ed
esperienza, in particolare in materia di organizzazione  sanitaria  o
di  gestione  aziendale,  anche  in  quiescenza.  Restano  ferme   le
disposizioni  in  materia  d'inconferibilita'   e   incompatibilita',
nonche' le preclusioni di cui all'articolo 3, comma 11,  del  decreto
legislativo 30  dicembre  1992,  n.  502.  La  nomina  a  Commissario
straordinario costituisce causa legittima di recesso da ogni incarico
presso gli enti del servizio sanitario nazionale e presso ogni  altro
ente pubblico. Il Commissario straordinario, se dipendente  pubblico,
ha altresi' diritto all'aspettativa non retribuita con  conservazione
dell'anzianita' per tutta la durata dell'incarico.
  3. Fino alla  nomina  del  Commissario  straordinario,  si  applica
quanto previsto  dall'articolo  3,  comma  6,  settimo  periodo,  del
decreto legislativo n.  502  del  1992.  In  mancanza  del  direttore
amministrativo e del direttore sanitario, l'ordinaria amministrazione
e' garantita dal  dirigente  amministrativo  piu'  anziano  per  eta'
preposto ad unita'  operativa  complessa,  ovvero,  in  subordine,  a
unita' operativa semplice.
  4. Puo' essere nominato un unico Commissario straordinario per piu'
enti del servizio sanitario regionale.
  5. L'ente del  Servizio  sanitario  della  Regione  corrisponde  al
Commissario  straordinario  il  compenso  stabilito  dalla  normativa
regionale per i direttori generali dei rispettivi enti  del  servizio
sanitario, anche cumulativamente nei casi di  cui  al  comma  4.  Con
decreto del Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  adottato  di
concerto col Ministro della salute entro sessanta giorni  dalla  data
di entrata in vigore del presente decreto, e'  definito  un  compenso
aggiuntivo per l'incarico di Commissario straordinario, comunque  non
superiore a euro 50.000 al lordo degli oneri riflessi  a  carico  del
bilancio del Ministero della salute. Restano comunque fermi i  limiti
di cui all'articolo 23-ter, commi 1 e 2, del decreto-legge 6 dicembre
2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22  dicembre
2011, n. 214. Per i Commissari straordinari residenti al di fuori del
territorio regionale e' altresi' previsto  il  rimborso  delle  spese
documentate, entro il limite di 20.000 euro annui.  Per  l'attuazione
del presente comma e' autorizzata la spesa di euro 472.500 annui  per
ciascuno degli anni 2019 e 2020 e alla relativa copertura si provvede
ai sensi dell'articolo 14.
  6. Entro nove  mesi  dalla  nomina,  il  Commissario  straordinario
adotta l'atto aziendale di  cui  all'articolo  3,  comma  1-bis,  del
decreto legislativo n. 502 del 1992,  approvato  dal  Commissario  ad
acta, al fine di assicurarne la coerenza con il piano di rientro  dai
disavanzi nel settore sanitario e con i relativi programmi  operativi
di prosecuzione  nonche'  al  fine  di  ridefinire  le  procedure  di
controllo interno.
  7. Entro sei mesi dalla nomina e, successivamente, almeno ogni  sei
mesi, il Commissario ad acta provvede alla verifica  delle  attivita'
svolte dal Commissario straordinario, per le cui modalita' si rinvia,
in  quanto  applicabili,  all'articolo  2,  comma  1.  In   caso   di
valutazione negativa, il Commissario ad  acta  dispone  la  decadenza
immediata dall'incarico del Commissario straordinario e provvede alla
relativa sostituzione.
  8. L'incarico di  Commissario  straordinario  e'  valutabile  quale
esperienza dirigenziale ai fini di cui al comma 7-ter dell'articolo 1
del decreto legislativo n. 171 del 2016.
  9. I Commissari straordinari restano in carica fino al  termine  di
cui all'articolo 15,  comma  1,  e  comunque  fino  alla  nomina,  se
anteriore, dei direttori generali individuati, ai sensi dell'articolo
2 del decreto legislativo n. 171  del  2016,  in  esito  a  procedure
selettive,  che  sono  avviate  dalla  Regione  decorsi  dodici  mesi
dall'entrata in vigore nel presente decreto.

                               Art. 4
 
            Direttori amministrativi e direttori sanitari
             degli enti del Servizio sanitario regionale
 
  1. Il Commissario straordinario o il  direttore  generale  verifica
periodicamente, e comunque entro sessanta giorni dalla nomina  ovvero
dalla valutazione positiva effettuata dal Commissario  ad  acta,  che
non sussistano i casi di cui all'articolo 3, comma 1, quinto periodo,
del  decreto  legislativo  4  agosto  2016,  n.  171,  in   relazione
all'attivita' svolta dai direttori amministrativi e sanitari. Qualora
sia dichiarata la decadenza dei direttori amministrativi e  sanitari,
il Commissario straordinario o il direttore generale  li  sostituisce
attingendo dagli elenchi regionali di idonei, costituiti nel rispetto
delle procedure di cui all'articolo 3 del decreto legislativo n.  171
del 2016.

                               Art. 5
 
                   Dissesto finanziario degli enti
                  del Servizio sanitario regionale
 
  1. Entro novanta giorni dalla nomina, il Commissario straordinario,
anche avvalendosi, ai  sensi  degli  articoli  8  e  9,  dell'Agenzia
nazionale per i servizi sanitari regionali e del Corpo della  Guardia
di finanza, effettua una verifica generale sulla  gestione  dell'ente
cui e' preposto. Laddove emergano  gravi  e  reiterate  irregolarita'
nella gestione  dei  bilanci,  anche  alla  luce  delle  osservazioni
formulate dal collegio sindacale o delle  pronunce  della  competente
sezione regionale della Corte  dei  conti,  ovvero  una  manifesta  e
reiterata  incapacita'  di  gestione,  il  Commissario  straordinario
propone al Commissario ad acta di disporre la gestione  straordinaria
dell'ente, alla quale sono imputate, con bilancio separato rispetto a
quello della gestione ordinaria, tutte le  entrate  di  competenza  e
tutte le obbligazioni assunte fino al 31 dicembre 2018.
  2.   Alla   gestione   straordinaria   provvede   un    Commissario
straordinario di  liquidazione  nominato  dal  Commissario  ad  acta,
d'intesa  con  il  Ministero  dell'economia   e   delle   finanze   -
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, fra  dirigenti  o
funzionari del Ministero dell'economia e delle  finanze  e  di  altre
amministrazioni dello Stato, in servizio o in quiescenza,  dotati  di
idonea esperienza nel campo finanziario e contabile, ovvero  fra  gli
iscritti nel registro dei revisori contabili, nell'albo  dei  dottori
commercialisti   e   nell'albo   dei   ragionieri.   Al   Commissario
straordinario di liquidazione si applicano  le  disposizioni  di  cui
all'articolo 3, comma 2, secondo, terzo e quarto periodo.
  3. Con successivo decreto del Ministro della  salute,  adottato  di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze entro sessanta
giorni dalla data di entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  e'
definito il compenso del Commissario straordinario  di  liquidazione,
il cui onere e' posto a carico della massa passiva dell'ente  per  il
quale sia stata disposta la gestione straordinaria ai sensi del comma
1.
  4.  Per  la  gestione  straordinaria  si   applicano,   in   quanto
compatibili, le disposizioni del  Titolo  VIII  della  Parte  II  del
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Resta ferma in ogni  caso
l'applicazione, per tutte le obbligazioni contratte anteriormente  al
31 dicembre 2018, dell'articolo 248, commi 2, 3 e 4, e  dell'articolo
255, comma 12, del citato decreto legislativo n. 267 del 2000.
  5. E' data facolta' al Commissario ad acta  di  nominare  un  unico
Commissario straordinario di liquidazione per uno  o  piu'  enti  del
Servizio sanitario regionale che si trovino nelle condizioni  di  cui
al comma 1.
  6. Entro trenta giorni dalla nomina, il  Commissario  straordinario
di liquidazione presenta al Commissario ad acta, che l'approva  entro
i  successivi  novanta  giorni,  il  piano  di   rientro   aziendale,
contenente la  ricognizione  della  situazione  economico-finanziaria
dell'ente,  nonche'   l'indicazione   delle   coperture   finanziarie
necessarie per la  relativa  attuazione,  nei  limiti  delle  risorse
disponibili. A  tali  fini  e'  autorizzata  l'apertura  di  apposite
contabilita' speciali di tesoreria unica, ai  sensi  della  legge  29
ottobre 1984, n. 720, intestate alla gestione straordinaria di cui al
comma 2.

                               Art. 6
 
              Appalti, servizi e forniture per gli enti
            del Servizio sanitario della Regione Calabria
 
  1. Gli enti del  Servizio  sanitario  della  Regione  si  avvalgono
esclusivamente degli strumenti di acquisto e di  negoziazione  aventi
ad  oggetto  beni,  servizi  e  lavori  di   manutenzione   messi   a
disposizione  da  CONSIP  S.p.A.   nell'ambito   del   Programma   di
razionalizzazione  degli  acquisti  della  Pubblica   amministrazione
ovvero, previa convenzione,  di  centrali  di  committenza  di  altre
regioni per l'affidamento di appalti di lavori, servizi e  forniture,
strumentali all'esercizio  delle  proprie  funzioni,  superiori  alle
soglie di rilevanza comunitaria di cui all'articolo  35  del  decreto
legislativo 18 aprile 2016, n. 50. Resta  ferma,  in  ogni  caso,  la
facolta' di avvalersi del Provveditorato interregionale per le  opere
pubbliche per la Sicilia-Calabria.
  2. Per l'affidamento di appalti  di  lavori,  servizi  e  forniture
inferiori alle soglie di rilevanza comunitaria di cui all'articolo 35
del decreto legislativo n.  50  del  2016,  il  Commissario  ad  acta
stipula   un   protocollo   d'intesa   con   l'Autorita'    Nazionale
Anticorruzione (ANAC) ai sensi dell'articolo 213, comma 3, lettera h)
del medesimo decreto legislativo a  cui  si  adeguano  gli  enti  del
Servizio sanitario della Regione.
  3. Al fine di  assicurare  la  coerenza  e  la  fattibilita'  degli
interventi individuati dagli atti di  programmazione  previsti  dalla
legislazione vigente, ed, in ogni caso, nell'ambito delle risorse  da
questi  assegnate,  il  Commissario  ad  acta  predispone  un   Piano
triennale  straordinario  di  edilizia  sanitaria  e  di  adeguamento
tecnologico della rete di emergenza, della rete ospedaliera  e  della
rete territoriale della Regione. Il Piano e'  approvato  con  decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri
dell'economia e delle finanze, della salute, delle  infrastrutture  e
dei  trasporti,  del  lavoro   e   delle   politiche   sociali.   Con
l'approvazione del Piano sono revocate le  misure  gia'  adottate  in
contrasto con la nuova programmazione.
  4. Per i progetti di edilizia  sanitaria  da  finanziare  ai  sensi
dell'articolo 20 della legge 11 marzo 1988, n. 67, per i  quali  alla
data di entrata in vigore del presente decreto non sia  stato  ancora
definito il livello di progettazione richiesto per l'attivazione  dei
programmi di investimento e appalto dei lavori, gli enti del Servizio
sanitario della Regione possono  avvalersi,  previa  convenzione,  di
INVITALIA S.p.A. quale centrale di committenza, nonche'  delle  altre
strutture previste all'uopo da disposizioni di legge.
  5. Per garantire l'erogazione delle prestazioni sanitarie, anche in
osservanza delle indicazioni previste nel vigente Piano nazionale  di
governo delle liste di attesa, e' autorizzata  per  la  Regione,  per
l'anno  2019,  la  spesa  di  euro  82.164.205  per  l'ammodernamento
tecnologico, in particolare per la sostituzione  e  il  potenziamento
delle  tecnologie  rientranti  nella   rilevazione   del   fabbisogno
2018-2020 del Ministero della salute, a valere sulle risorse  di  cui
all'articolo 20 della legge n. 67 del 1988. Con uno  o  piu'  decreti
dirigenziali del Ministero della salute sono ammessi a  finanziamento
gli interventi di cui al  presente  comma,  fino  a  concorrenza  del
predetto importo a carico dello Stato e al conseguente  trasferimento
delle risorse si provvede a seguito di presentazione da  parte  della
Regione al Ministero dell'economia e delle  finanze  degli  stati  di
avanzamento dei lavori.

                               Art. 7
 
Misure straordinarie di gestione delle  imprese  esercenti  attivita'
  sanitaria per conto del Servizio  sanitario  regionale  nell'ambito
  della prevenzione della corruzione
 
  1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 32,  comma  1,  del
decreto-legge 24 giugno 2014 n. 90,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 11 agosto 2014,  n.  114,  il  Commissario  straordinario
propone al Prefetto, alternativamente, una delle misure di  cui  alle
lettere a) e b) del medesimo articolo  32,  comma  1,  nei  confronti
delle imprese  che  esercitano  attivita'  sanitaria  per  conto  del
Servizio sanitario regionale, in base agli  accordi  contrattuali  di
cui all'articolo 8-quinquies  del  decreto  legislativo  30  dicembre
1992,  n.  502,  dandone  contestuale  informazione   al   Presidente
dell'ANAC e al Commissario ad acta.

                               Art. 8
 
                   Supporto dell'Agenzia nazionale
                  per i servizi sanitari regionali
 
  1. Per le finalita' di cui al presente  decreto,  l'Agenzia  per  i
servizi sanitari regionali (AGENAS) di cui all'articolo 5 del decreto
legislativo 30 giugno 1993,  n.  266,  fornisce  supporto  tecnico  e
operativo al Commissario ad acta e ai Commissari straordinari.
  2. Per la realizzazione di quanto previsto  al  comma  1,  l'AGENAS
puo' avvalersi di personale comandato,  ai  sensi  dell'articolo  17,
comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127.
  3. Per le finalita' di cui al comma 1, 1'AGENAS  puo'  ricorrere  a
profili professionali attinenti ai settori dell'analisi, valutazione,
controllo e  monitoraggio  delle  performance  sanitarie,  anche  con
riferimento alla trasparenza dei processi, con  contratti  di  lavoro
flessibile.
  4. Per la  copertura  degli  oneri  derivanti  dall'attuazione  del
presente articolo, nel limite massimo di euro  2.000.000  per  l'anno
2019 e di euro 4.000.000 per l'anno  2020,  si  provvede  utilizzando
l'avanzo di amministrazione di AGENAS, come  approvato  in  occasione
del rendiconto generale annuale.  Alla  compensazione  degli  effetti
finanziari in termini di fabbisogno e  indebitamento  netto,  pari  a
euro 1.022.000 per l'anno 2019 ed a euro 2.044.000 per  l'anno  2020,
si provvede  mediante  corrispondente  riduzione  del  Fondo  per  la
compensazione degli effetti finanziari non  previsti  a  legislazione
vigente conseguenti all'attualizzazione di contributi pluriennali, di
cui all'articolo 6, comma 2, del decreto-legge  7  ottobre  2008,  n.
154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre  2008,  n.
189.

                               Art. 9
 
          Ulteriori disposizioni in tema di collaborazione
                      e supporto ai Commissari
 
  1. Nell'esercizio delle proprie funzioni il Commissario ad acta,  i
Commissari straordinari e i Commissari straordinari  di  liquidazione
possono  avvalersi  del  Corpo  della  Guardia  di  finanza  per   lo
svolgimento di attivita' dirette al  contrasto  delle  violazioni  in
danno degli interessi economici e finanziari connessi  all'attuazione
del piano di rientro  dai  disavanzi  del  Servizio  sanitario  nella
Regione. A  tal  fine,  il  Corpo  della  Guardia  di  finanza  opera
nell'ambito delle autonome competenze  istituzionali,  esercitando  i
poteri previsti dal decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 68.
  2. Per le finalita' di cui al comma 1, il  Ministero  della  salute
stipula apposita convenzione con la Guardia di finanza, con la  quale
sono stabilite le  modalita'  operative  della  collaborazione  e  le
procedure di ristoro degli oneri sostenuti dal Corpo, anche  a  norma
dell'articolo 2133 del decreto legislativo  15  marzo  2010,  n.  66,
mediante applicazione di quanto disposto dall'articolo 27,  comma  2,
della legge 23 dicembre 1999, n. 488.
  3. Per l'attuazione del comma 2 e' autorizzata la spesa nel  limite
massimo di euro 160.000 per l'anno 2019 e di euro 320.000 per  l'anno
2020 e alla relativa copertura si provvede ai sensi dell'articolo 14.

                               Art. 10
 
        Aziende sanitarie sciolte ai sensi dell'articolo 146
           del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267
 
  1. Nel caso in cui siano  adottati  i  provvedimenti  di  cui  agli
articoli 143, 144, 145 e 146 del decreto legislativo 18 agosto  2000,
n. 267, si applicano, in  quanto  compatibili,  le  disposizioni  del
presente decreto. In tali casi, la Commissione straordinaria  per  la
gestione dell'ente di  cui  all'articolo  144  del  medesimo  decreto
legislativo  n.  267  del  2000,  fermi  restando  i  compiti  e   le
prerogative ad essa assegnati dalla legislazione  vigente,  opera  in
coerenza con l'attuazione degli obiettivi del piano  di  rientro  dal
disavanzo nel settore sanitario,  nonche'  di  quelli  dei  piani  di
riqualificazione dei servizi sanitari.
  2. Per le finalita' di cui al  presente  articolo,  la  Commissione
straordinaria di cui all'articolo 144 del decreto legislativo n.  267
del 2000, oltre al personale in posizione di sovraordinazione di  cui
all'articolo 145, primo comma, del medesimo decreto legislativo, puo'
avvalersi, in via  temporanea,  anche  in  deroga  alle  disposizioni
vigenti, in posizione di  comando  o  di  distacco,  di  esperti  nel
settore pubblico sanitario,  nominati  dal  prefetto  competente  per
territorio su proposta del Ministro della salute, con oneri a  carico
del   bilancio   dell'azienda   sanitaria   locale   od   ospedaliera
interessata.
  3. Per le finalita' di cui all'articolo 3 del presente  decreto,  i
termini di cui al comma 6 del medesimo articolo e di cui all'articolo
4,   comma   1,   decorrono   dall'insediamento   della   Commissione
straordinaria  di  cui  all'articolo  144  del   menzionato   decreto
legislativo n. 267 del  2000,  ovvero,  se  la  Commissione  e'  gia'
insediata, dalla data di entrata in vigore del presente  decreto.  In
tali  casi  la  Commissione  straordinaria  adotta  i   provvedimenti
previsti dall'articolo 3, comma 6,  e  dall'articolo  4,  sentito  il
Commissario ad acta.
  4. Nel caso in cui gli enti del Servizio sanitario regionale  siano
interessati dai provvedimenti di cui agli articoli 143,  144,  145  e
146  del  decreto  legislativo  n.  267  del  2000,  la   Commissione
straordinaria di cui all'articolo 144 del decreto legislativo n.  267
del  2000  segnala  al  Commissario  ad  acta  la   sussistenza   dei
presupposti  per  l'applicazione  della   disciplina   del   dissesto
finanziario di cui all'articolo 5. Il termine previsto  dall'articolo
5, comma 1, decorre dalla  data  di  insediamento  della  Commissione
ovvero, se gia' insediata,  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente decreto.

Capo II
Disposizioni urgenti in materia di salute

                               Art. 11
 
          Disposizioni in materia di personale e di nomine
             negli enti del Servizio sanitario nazionale
 
  1. A decorrere dal 2019, la spesa per il personale degli  enti  del
Servizio sanitario nazionale di ciascuna regione e Provincia autonoma
di Trento e di Bolzano, nell'ambito del livello del finanziamento del
fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato e ferma
restando la compatibilita' finanziaria, sulla  base  degli  indirizzi
definiti da ciascuna regione e Provincia  autonoma  di  Trento  e  di
Bolzano e in  coerenza  con  i  piani  triennali  dei  fabbisogni  di
personale,  non  puo'  superare  il  valore  della  spesa   sostenuta
nell'anno  2018,  come  certificata  dal  Tavolo  di  verifica  degli
adempimenti di cui all'articolo 12 dell'Intesa 23 marzo 2005  sancita
in sede di Conferenza permanente per i  rapporti  tra  lo  Stato,  le
regioni e le  Province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,  o,  se
superiore, il valore della spesa prevista dall'articolo 2, comma  71,
della legge  23  dicembre  2009,  n.  191.  I  predetti  valori  sono
incrementati annualmente, a livello regionale, di un importo pari  al
5 per cento dell'incremento del Fondo  sanitario  regionale  rispetto
all'esercizio precedente. Tale importo  include  le  risorse  per  il
trattamento  accessorio  del  personale,  il  cui  limite,   definito
dall'articolo 23, comma 2, del decreto legislativo 27 maggio 2017, n.
75,  e'  adeguato,  in  aumento  o  in  diminuzione,  per   garantire
l'invarianza del valore medio  pro-capite,  riferito  all'anno  2018,
prendendo a riferimento come base di calcolo il personale in servizio
al 31 dicembre 2018. Dall'anno 2021, il predetto incremento di  spesa
del 5 per cento e' subordinato all'adozione di una metodologia per la
determinazione del fabbisogno di personale degli  enti  del  Servizio
sanitario nazionale, in coerenza con  quanto  stabilito  dal  decreto
ministeriale 2 aprile 2015, n. 70, e con  l'articolo  1,  comma  516,
lettera c), della legge 30 dicembre 2018, n. 145.
  2. Ai fini del comma 1, la spesa e'  considerata,  al  lordo  degli
oneri  riflessi  a  carico  delle  amministrazioni   e   dell'imposta
regionale sulle attivita' produttive, per il personale  con  rapporto
di  lavoro  a  tempo   indeterminato,   a   tempo   determinato,   di
collaborazione coordinata e continuativa e di  personale  che  presta
servizio con altre forme di  rapporto  di  lavoro  flessibile  o  con
convenzioni. La predetta spesa e' considerata al  netto  degli  oneri
derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi  nazionali  di  lavoro
successivi all'anno 2004, per personale  a  carico  di  finanziamenti
comunitari o privati e relativi alle assunzioni a tempo determinato e
ai  contratti  di  collaborazione  coordinata  e   continuativa   per
l'attuazione di progetti di ricerca finanziati ai sensi dell'articolo
12-bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502.
  3. Le regioni e le Province autonome di Trento  e  Bolzano,  previo
accordo da definirsi con il Ministero della salute  ed  il  Ministero
dell'economia e delle finanze, possono ulteriormente  incrementare  i
limiti di spesa di cui al comma 1, di un ammontare non superiore alla
riduzione strutturale della spesa gia' sostenuta per servizi sanitari
esternalizzati prima dell'entrata in vigore del presente decreto.
  4. Le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 73, della legge  23
dicembre 2009, n. 191, si applicano con riferimento a quanto previsto
dal presente articolo. Le regioni e le Province autonome di Trento  e
di Bolzano indirizzano e coordinano la  spesa  dei  propri  enti  del
servizio sanitario in conformita' a quanto e' previsto dal comma 1.
  5. In deroga all'articolo 1 del decreto legislativo 4 agosto  2016,
n. 171, nelle more della revisione dei requisiti per l'iscrizione nel
relativo elenco e comunque non oltre 18 mesi dall'entrata  in  vigore
del  presente  decreto,   i   direttori   generali   degli   Istituti
zooprofilattici sperimentali sono nominati ai sensi dell'articolo 11,
commi 5 e 6, del decreto legislativo 28 giugno 2012, n. 106.

                               Art. 12
 
         Disposizioni sulla formazione in materia sanitaria
                  e sui medici di medicina generale
 
  1. Per consentire agli atenei  una  migliore  organizzazione  degli
esami di Stato di abilitazione  all'esercizio  della  professione  di
medico-chirurgo, il termine di  cui  all'articolo  7,  comma  2,  del
decreto  del  Ministro  dell'istruzione,  dell'universita'  e   della
ricerca del 9 maggio 2018, n. 58, decorre dalla sessione di esame del
mese di luglio 2021. Alle prove di esame relative agli  anni  2019  e
2020 continuano ad applicarsi  le  disposizioni  di  cui  al  decreto
ministeriale 19 ottobre 2001, n. 445.
  2. All'articolo 1, commi 547 e 548, della legge 30  dicembre  2018,
n. 145, dopo le parole «medici» sono inserite le seguenti: «e  medici
veterinari».
  3. Fino al 31 dicembre 2021 i  laureati  in  medicina  e  chirurgia
abilitati all'esercizio professionale  e  gia'  risultati  idonei  al
concorso per l'ammissione al corso triennale di formazione  specifica
in medicina generale, che siano stati incaricati,  nell'ambito  delle
funzioni convenzionali previste dall'accordo collettivo nazionale per
la disciplina dei rapporti con i  medici  di  medicina  generale  per
almeno ventiquattro mesi, anche  non  continuativi,  nei  dieci  anni
antecedenti alla data di scadenza della presentazione  della  domanda
di partecipazione al concorso per l'accesso al  corso  di  formazione
specifica in medicina generale, accedono al predetto  corso,  tramite
graduatoria  riservata,  senza  borsa  di  studio.  Accedono  in  via
prioritaria all'iscrizione al corso coloro  che  risultino  avere  il
maggior  punteggio  per  anzianita'  di   servizio   maturata   nello
svolgimento dei suddetti incarichi  convenzionali,  attribuito  sulla
base dei criteri previsti dall'accordo collettivo  nazionale  vigente
per il calcolo del punteggio di anzianita' di servizio. I medici gia'
iscritti al corso di formazione specifica in medicina  generale  sono
interpellati, in fase di assegnazione degli  incarichi,  comunque  in
via prioritaria rispetto ai medici di cui ai periodi  precedenti.  Il
numero massimo di candidati ammessi al corso e' determinato  entro  i
limiti consentiti dalle risorse di cui al  successivo  periodo.  Agli
oneri derivanti dal presente comma, relativi alle ulteriori spese  di
organizzazione dei corsi di formazione specifica di medicina generale
fino ad un massimo di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019,
in  relazione  al  corso  2019-2021,  2020,  in  relazione  al  corso
2020-2022 e 2021, in relazione al corso 2021-2023,  si  provvede  col
vincolo di pari importo delle  disponibilita'  finanziarie  ordinarie
destinate al fabbisogno sanitario standard nazionale, cui concorre lo
Stato, con ripartizione tra le regioni  e  le  Province  autonome  di
Trento e Bolzano sulla base delle effettive  carenze  dei  medici  di
medicina generale calcolate sulla  base  del  numero  complessivo  di
incarichi pubblicati e rimasti vacanti.
  4. All'articolo 9 del  decreto-legge  14  dicembre  2018,  n.  135,
convertito, con modificazioni, dalla legge 11 febbraio 2019,  n.  12,
sono apportate le seguenti modificazioni:
    a)  al  comma  1,  quarto  periodo,  dopo  le  parole  «corso  di
rispettiva frequenza» sono  inserite  le  seguenti:  «fatti  salvi  i
periodi di sospensione previsti dall'articolo 24, commi  5  e  6  del
decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368,»;
    b) al comma 2,  le  parole  «possono  prevedere  limitazioni  del
massimale degli assistiti in carico, ovvero  organizzare  i  corsi  a
tempo  parziale,  prevedendo»   sono   sostituite   dalle   seguenti:
«prevedono limitazioni del massimale degli assistiti in carico o  del
monte ore settimanale da definire nell'ambito dell'accordo collettivo
nazionale, e possono organizzare i  corsi  anche  a  tempo  parziale,
garantendo».
  5. Al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, sono apportate le
seguenti modificazioni:
    a)  all'articolo  21,  comma  1,  dopo  le  parole  «diploma   di
formazione specifica in medicina generale» sono aggiunte le seguenti:
«o  l'iscrizione  al  corso  di  formazione  specifica  in   medicina
generale»;
    b) all'articolo 24, comma 3, sono abrogate le lettere d) ed e).
  6. All'articolo 8, comma 1, del  decreto  legislativo  30  dicembre
1992, n. 502, sono apportate le seguenti modifiche:
  a) alla lettera b-quinquies) dopo le parole «sulla base di  accordi
regionali  e  aziendali»  sono  aggiunte  le  seguenti:  «,   potendo
prevedere un incremento del numero massimo di assistiti in carico  ad
ogni  medico   di   medicina   generale   nell'ambito   dei   modelli
organizzativi multi professionali nei quali e' prevista  la  presenza
oltre  che  del  collaboratore  di   studio,   anche   di   personale
infermieristico,  senza  ulteriori  oneri  a  carico  della   finanza
pubblica»;
  b) dopo la lettera m-ter) e' aggiunta la seguente: «m-quater) fermo
restando quanto previsto dalla lettera  0a),  prevedere  modalita'  e
forme d'incentivo per i medici inseriti nelle  graduatorie  affinche'
sia garantito il servizio nelle  zone  carenti  di  personale  medico
nonche' specifiche misure conseguenti alla  eventuale  rinuncia  agli
incarichi assegnati.».

                               Art. 13
 
          Disposizioni in materia di carenza di medicinali
             e di riparto del Fondo sanitario nazionale
 
  1.  All'articolo  34,  comma  6,  secondo  periodo,   del   decreto
legislativo 24 aprile 2006, n. 219, la  parola  «due»  e'  sostituita
dalla seguente: «quattro» e all'articolo 148, comma 1,  del  medesimo
decreto legislativo n.  219  del  2006,  le  parole  «comma  7»  sono
sostituite  dalle  seguenti:  «commi   6   e   7».   Conseguentemente
all'articolo 2, comma 7, del decreto legislativo 19 febbraio 2014, n.
17, le parole «di cui ai commi  da  7  a  15"»sono  sostituite  dalle
seguenti: «di cui ai commi da 6 a 15».
  2. All'articolo 2, comma 67-bis, della legge 23 dicembre  2009,  n.
191, al quinto periodo, le parole «e per l'anno 2018» sono sostituite
dalle seguenti: «, per l'anno 2018 e per l'anno 2019».

Capo III
Disposizioni finanziarie, transitorie e finali

                               Art. 14
 
                      Disposizioni finanziarie
 
  1. Agli oneri previsti dagli articoli 3, comma 5,  e  9,  comma  3,
pari a 632.500 euro per l'anno 2019 e a 792.500 euro per l'anno 2020,
si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento  del
Fondo speciale di parte  corrente  iscritto,  ai  fini  del  bilancio
triennale 2019-2021, nell'ambito del Programma «Fondi  di  riserva  e
speciali»  della  missione  «Fondi  da  ripartire»  dello  stato   di
previsione del Ministero dell'economia e  delle  finanze  per  l'anno
2019, allo scopo parzialmente utilizzando  l'accantonamento  relativo
al Ministero della salute.
  2. Relativamente al Capo I, ad esclusione dell'articolo 6, comma 5,
dell'articolo 8 e del comma  1  del  presente  articolo,  la  Regione
Calabria  mette  a  disposizione  del  Commissario   ad   acta,   del
Commissario   straordinario,   del   Commissario   straordinario   di
liquidazione,  del  Dipartimento  tutela  della   salute,   politiche
sanitarie e del personale  impiegato  dall'Agenzia  nazionale  per  i
servizi sanitari  regionali  il  personale,  gli  uffici  e  i  mezzi
necessari all'espletamento dei  relativi  incarichi,  utilizzando  le
risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili  a  legislazione
vigente.
  3. Relativamente all'attuazione delle disposizioni di cui  al  Capo
II del presente decreto, si provvede senza nuovi o maggiori  oneri  a
carico della  finanza  pubblica,  nell'ambito  delle  risorse  umane,
strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
  4. Il Ministro dell'economia e  delle  finanze  e'  autorizzato  ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

                               Art. 15
 
                  Disposizioni transitorie e finali
 
  1. Le disposizioni di cui al Capo I si applicano per diciotto  mesi
dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
  2. I direttori generali degli enti  del  servizio  sanitario  della
Regione Calabria eventualmente  nominati  dalla  Regione  nei  trenta
giorni anteriori alla data di entrata in vigore del presente  decreto
cessano dalle loro  funzioni  dall'entrata  in  vigore  del  presente
decreto. Sono, in ogni caso,  revocate  le  procedure  selettive  dei
direttori generali in corso  alla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente decreto.
  3. All'articolo 4, comma 2, del decreto-legge 1° ottobre  2007,  n.
159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007,  n.
222,  e'  aggiunto  in  fine  il  seguente  periodo:  «L'incarico  di
commissario  ad  acta  e  di  subcommissario  e'   valutabile   quale
esperienza dirigenziale ai fini di cui al comma 7-ter dell'articolo 1
del decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 171.».

                               Art. 16
 
                          Entrata in vigore
 
  1. Il presente decreto entra  in  vigore  il  giorno  successivo  a
quello  della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale   della
Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione
in legge.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
    Dato a Roma, addi' 30 aprile 2019
 
                             MATTARELLA
 
                                Conte, Presidente del  Consiglio  dei
                                ministri
 
                                Grillo, Ministro della salute
 
                                Salvini, Ministro dell'interno
 
                                Trenta, Ministro della difesa
 
                                Tria, Ministro dell'economia e  delle
                                finanze
 
                                Bussetti,  Ministro  dell'istruzione,
                                dell'universita' e della ricerca
 
                                Stefani,  Ministro  per  gli   affari
                                regionali e le autonomie
 
Visto, il Guardasigilli: Bonafede

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