Milano, piano B per ospedali Santi Paolo e Carlo


  • Adnkronos Salute
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Milano, 4 feb. (AdnKronos Salute) - Il piano B prospettato dalla Regione Lombardia per gli ospedali San Paolo e San Carlo di Milano - un'alternativa all'ospedale unico, cioè affiancare due nuove costruzioni agli attuali poli - "è un passo in avanti rispetto al previsto 'abbandono' delle due strutture ospedaliere, ma per poter dire che è anche un buon passo avanti è necessario avere chiare le problematiche sanitarie delle popolazioni che afferiscono ai due ospedali". E' la riflessione di Rosario Pantaleo, consigliere comunale del Pd a Milano, su quanto emerso ieri dall'incontro tra l'assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera, e l'assessore milanese alle Politiche sociali e abitative, Gabriele Rabaiotti.

Colloquio al termine del quale Gallera ha spiegato di aver presentato al Comune le linee d'azione per la realizzazione dell'ospedale dei Santi Paolo e Carlo, chiedendo "un ulteriore sforzo per individuare e indicare una nuova area con una collocazione intermedia fra i due presidi. In alternativa - ha però annunciato l'assessore regionale - i cantieri per le nuove costruzioni partiranno accanto alle strutture esistenti". Della necessità di un'operazione edilizia per l'Asst in questione si parla da tempo. Le attuali strutture, ha ricordato ieri Gallera, "hanno più di 50 anni e non riescono a garantire i migliori servizi ai cittadini di Milano", presentando "modelli edilizi ormai superati a sviluppo verticale", senza contare che "le recenti normative impongono inoltre importanti interventi di adeguamento".

La Regione aveva così chiesto 2 anni fa al Comune la disponibilità di un'area edificabile di almeno 150 mila metri quadrati in una fascia territoriale intermedia fra i due ospedali esistenti. Nell'estate 2017 veniva indicata l'area del Ronchetto, poi risultata inadeguata secondo l'esito delle verifiche tecniche per dimensioni limitate, necessità di bonifiche sostanziali (una parte dell'area è definita 'cava dei veleni'), presenza di vincoli ministeriali rigidi a livello ambientale legati all'edificabilità nei pressi del quadrante dei Navigli.

Da qui l'ultimo atto della vicenda, spiegato ieri da Gallera: "Qualora non ci fossero altre aree comunali adeguate, abbiamo approfondito la possibilità di realizzare le due costruzioni accanto agli ospedali esistenti, qualificandoli in base alle attuali vocazioni cliniche e specialistiche: la parte per acuti nei pressi del monoblocco del San Carlo; tutte le attività ambulatoriali, i servizi territoriali e per la cronicità accanto al San Paolo per garantire una risposta ai bisogni che ad oggi sono presenti sul territorio". L'incontro di ieri si è concluso con la promessa di tempi brevi per le decisioni.

Secondo Pantaleo, "appare oggi una differente possibilità e disponibilità da parte della Regione Lombardia per affiancare alle attuali strutture ospedaliere due nuove costruzioni". Ma, avverte il consigliere comunale dem, "le nuove strutture devono servire a migliorare la qualità del servizio dei malati e pertanto sarà necessario un confronto con i territori, le maestranze ospedaliere, le realtà sindacali per poter capire quali le necessità e come intervenire per il miglior servizio alla collettività".