Milano, fondi sauditi all'ospedale Buzzi, scatta la polemica

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Roma, 10 mar. (Adnkronos Salute) - Una donazione di 350mila euro è servita per realizzare due stanze di terapia intensiva pediatrica all’ospedale dei bambini Buzzi. Ma il nome del donatore, la compagnia saudita Aramco, tra i colossi mondiali del petrolio e dell’energia, non piace a chi si batte per i diritti umani. Lo riporta 'Il Giorno'. "Trovo imbarazzante – spiega Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia – che l’azienda petrolifera di uno Stato che calpesta i diritti finisca per finanziare la sanità pubblica italiana. Capisco la necessità di trovare fondi, ma bisogna valutare con attenzione chi c’è dietro, per evitare di prestarsi a operazioni di marketing per ripulire l’immagine di una multinazionale o di un Governo estero". Noury cita, oltre al delitto Khashoggi, "blogger e attivisti incarcerati, decine di condanne a morte già eseguite dall’inizio dell’anno, donne ancora private della libertà". Johathan Chiesa, esponente milanese di Sinistra Italiana e delegato all’antifascismo del Municipio 9, sottolinea che "i tagli delle risorse alla sanità pubblica costringono gli ospedali ad affidarsi a strane sponsorizzazioni".

Le due stanze di terapia intensiva pediatrica sono state inaugurate ieri, alla presenza dei vertici dell’ospedale e dell’Asst Fatebenefratelli Sacco e del presidente e Ceo di Aramco Europe, Ahmed Alkhunaini. "L’ospedale dei bambini Buzzi è da sempre un fiore all’occhiello – ha spiegato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Letizia Moratti –. Grazie a questo nuovo investimento, sostenuto dalla generosità di Aramco che ringrazio, potenzia la sua offerta e rinnova il suo impegno". Alkhunaini ha evidenziato l’importanza di "sostenere le comunità in cui operiamo, soprattutto quando si tratta di cause straordinarie come l’assistenza pediatrica". Grazie alla donazione, l’ospedale pediatrico di Milano raggiunge l’obiettivo di aumentare il numero dei posti letto di terapia intensiva, da 6 a 8, per trattare bambini in condizioni critiche. Ogni letto di terapia intensiva permette di trattare circa 70 bambini all’anno.

Le due stanze di terapia intensiva, provviste di monitor multi-paramedico, centralina di controllo, ventilatori, apparecchio per dialisi, ecografi e altri strumenti, verranno traslocate nel Nuovo Grande Buzzi.

Replica alle polemiche sul nome del donatore - che è uno dei principali sponsor della Formula 1 ed è stato tra i protagonisti della partita saudita per entrare nel calcio inglese - è Ida Salvo, consigliera della Fondazione Buzzi: "All’inizio della pandemia avevamo bisogno di fondi per acquistare le apparecchiature e Aramco ci è venuta incontro spontaneamente, con un grosso contributo in un periodo critico. Nella situazione di carenza di risorse dobbiamo solo ringraziarli, così come ringrazieremo la comunità cinese di Milano che ci offerto un grosso sostegno".

Gian Vincenzo Zuccotti, primario del Buzzi, spiega che quando è stato allacciato il rapporto con Aramco sfociato nell’inaugurazione di ieri "l’ospedale aveva bisogno di aiuto" e "bisognava decidere in fretta se prendere o lasciare in una fase di emergenza". Quei fondi, spiega, "serviranno per curare tanti bambini". Un caso che rimanda alla bagarre scoppiata nel 2019 quando, mettendo sul tavolo una maxi-donazione, l’Arabia Saudita puntò a entrare nel Cda della Scala. Tentativo sfumato, dopo un vespaio di polemiche.