Microscopio hi-tech svela organo senza danneggiarlo


  • Adnkronos Salute
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Roma, 19 set. (AdnKronos Salute) - Un microscopio di nuova generazione che permette di catturare immagini con risoluzione di singola cellula da organi interi, senza necessità di sezioni meccaniche e dunque senza danneggiarlo. A descriverlo un articolo pubblicato su 'Nature Methods'. Il nuovo microscopio, chiamato mesoSpim, è frutto di una collaborazione a livello internazionale guidata da Fabian Voigt del gruppo di Fritjof Helmchen dell’Università di Zurigo, a cui hanno preso parte anche Paola Perin e Roberto Pizzala dell’Università di Pavia, oltre a ricercatori britannici, francesi, ungheresi e olandesi.

La forza di questa collaborazione, spiegano i ricercatori di Pavia in una nota, consiste nell’integrazione delle competenze di specialisti provenienti da diverse discipline come la fisica, la biologia dello sviluppo, e le neuroscienze. Con il nuovo microscopio si ottengono con rapidità ineguagliabile (pochi minuti) immagini di eccezionale qualità in preparati di grandi dimensioni (fino a diversi centimetri), consentendo così di lavorare sulla cosiddetta scala mesoscopica, che integra con dettagli microscopici le osservazioni macroscopiche come quelle ottenute con metodiche di imaging in vivo.

Il mesoSpim permette quindi di eseguire indagini innovative soprattutto sull’organizzazione del sistema nervoso, delle reti vascolari e dello sviluppo embrionale, e può fornire dati essenziali per le ricerche nel campo del recupero del movimento dopo paralisi o per approfondire la struttura e la funzione di elementi delicati dell’organismo (come i nervi o i vasi linfatici), che verrebbero distorti o danneggiati dalle analisi microscopiche convenzionali.

Il dispositivo è un microscopio 'a foglio di luce', in cui il preparato viene sezionato otticamente anziché tagliato. Attualmente esistono sette microscopi mesoSpim operativi in Europa e altri sono in costruzione. L’iniziativa mesoSpim è stata sviluppata nello spirito del movimento 'Open science', ossia fornisce ai gruppi di ricerca e alle strutture interessate e competenti la possibilità di utilizzare uno degli strumenti esistenti oppure acquisire uno strumento configurabile a partire dai singoli componenti con un budget limitato (circa 200.000 euro).