Metilfenidato e convulsioni: all'inizio del trattamento bambini e giovani vanno monitorati


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Nei bambini e nei giovani (6-25 anni), il rischio di convulsioni aumenta di 4 volte nei 30 giorni successivi all’inizio del trattamento con metilfenidato.
  • Il rischio di convulsioni ritorna al livello basale durante la prosecuzione del trattamento.
  • I soggetti che iniziano la terapia con metilfenidato vanno monitorati per gli esiti neurologici.

 

Descrizione dello studio

  • Esaminando le cartelle elettroniche dell’ Hong Kong Clinical Data Analysis And Reporting System sono stati identificati 29.604 soggetti (età 6-25 anni) che avevano ricevuto almeno una dose di metilfenidato tra il 2001 e il 2017.
  • L’analisi ha incluso i soggetti che avevano avuto convulsioni durante il periodo di studio (erano esclusi i soggetti con episodi di convulsioni o epilessia precedenti).
  • È stata confrontata l’incidenza delle convulsioni nel periodo di esposizione al metilfenidato e nei periodi di non esposizione.
  • Fonte di finanziamento: Hong Kong Research Grants Council.

 

Risultati principali

  • 269 soggetti (199 maschi e 70 femmine) avevano avuto convulsioni nel periodo di studio.
  • L’età media alla baseline era 6,66±2,01 anni e l’età mediana al momento delle convulsioni era 9,69 anni (IQR 7,62-12,99).
  • L’incidenza delle convulsioni durante il trattamento con metilfenidato era 4,4 per 100.000 anni-paziente.
  • Rispetto ai periodi di non esposizione, il rischio di convulsioni aumentava nei primi 30 giorni di trattamento con metilfenidato; il rapporto tra i tassi di incidenza era 4,01 (IC 95% 2,09-7,68).
  • Il rischio non era più alto né nei successivi 31-180 giorni (1,13; 0,56-2,25) né durante la prosecuzione del trattamento (1,38; 0,92-2,07).

 

Perché è importante

  • Il metilfenidato è il medicinale di scelta per il trattamento il disturbo da deficit di attenzione/iperattività.
  • L’aumento del rischio di convulsioni evidenziato da questo studio va tenuto in considerazione e discusso con i pazienti e le famiglie.