Medici, veterinari e sanitari in piazza il 15 dicembre a difesa Ssn

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Roma, 28 nov. (Adnkronos Salute) - Medici, veterinari, sanitari in piazza a Roma il 15 dicembre, alle 14, a sostegno del Servizio sanitario nazionale, con lo slogan 'Fermiamoci oggi per non fermare per sempre le cure'. Lo annuncia l'Intersindacale della categoria, che in una nota congiunta sostengono: "l professionisti che tengono in vita la sanità pubblica devono essere ai primi posti dell’agenda di tutte le forze politiche e meritano rispetto per il servizio che hanno reso negli anni alla comunità, con un lavoro duro, troppo spesso disagiato e mal retribuito, e per l’abnegazione al Servizio sanitario assicurata durante la pandemia. Per garantire il diritto alla salute ad ogni cittadino, che deve essere tutelato e curato senza distinzioni di sesso, età, condizione sociale o geografica. Solo un Paese in salute può garantire sviluppo economico e sociale ai suoi cittadini".

"I 130.000 professionisti che rappresentiamo sono pronti a fare la loro parte facendo ricorso a tutti gli strumenti disponibili. Con la manifestazione annunciata oggi e con quelle che organizzeremo in futuro ci rivolgiamo ai cittadini affinché siano consapevoli della deriva in cui sta precipitando la sanità pubblica: dopo averci consegnato medaglie di cartone, ora ci legano le mani e senza risorse potremo proteggere e assistere i nostri pazienti solo in parte e solo grazie a grandi sacrifici che pesano sulle nostre vite e su quelle delle nostre famiglie", spiega l'Intersindacale, costituita dalle sigle Anaao Assomed; Cimo-Fesmed (Anpo-Ascoti – Cimo - Cimop - Fesmed); Aaroi-Emac; Fassid (Aipac-Aupi-Simet-Sinafo-Snr); Fp Cgil medici e dirigenti Ssn; Fvm federazione veterinari e medici - Uil fpl coordinamento nazionale delle aree contrattuali medica, veterinaria sanitaria; Cisl medici.

Queste le richieste dei professionisti della sanità a favore di un Ssn pubblico e nazionale, a partire dalla legge di Bilancio 2023 che deve destinare "risorse reali alla salute dei cittadini"; aumentare "le assunzioni di personale medico, veterinario e sanitario, per migliorare le condizioni di lavoro all’interno degli ospedali e dei presidi territoriali, superando i vincoli imposti dai tetti di spesa, per garantire ai cittadini i livelli essenziali di assistenza in tempi accettabili"; incrementare "le retribuzioni del personale, oggi al terz’ultimo posto in Europa, anche attraverso politiche di defiscalizzazione già concesse alle partite Iva, al settore privato e ad altre categorie del pubblico impiego; rendere "accessibili a tutti i cittadini le prestazioni sanitarie appropriate contro l’allungamento delle liste d’attesa e i viaggi della speranza".

Medici, veterinarie e sanitari manifestano, in particolare, contro: "il definanziamento ulteriore della sanità pubblica previsto nei prossimi anni, che costringerà molti cittadini a doversi pagare le cure di tasca propria e ne spingerà tanti altri nel limbo già oggi molto affollato di coloro che non possono pagarsele; le briciole concesse dalla legge di bilancio 2023 al personale della sanità pubblica; il disinteresse della politica nei confronti degli 'angeli' e degli 'eroi' che hanno evitato al Paese una Caporetto sanitaria ed economica; l’assenza di un piano programmatico di riforma e di rilancio complessivo del Ssn; la regionalizzazione delle cure e la creazione del nuovo mercato sanitario tra Nord e Sud; la mancata risposta alla richiesta di confronto con le rappresentanze sindacali dei professionisti su cui si regge il Ssn".

I professionisti, infine, chiedono al Governo e alle Regioni: l’immediata apertura del tavolo per il rinnovo di un contratto nazionale di lavoro sequestrato nelle stanze ministeriali; l’allineamento della spesa sanitaria pubblica alla media dei paesi europei; la depenalizzazione atto medico, riconsiderandolo autonomo scientifico e libero da ideologie.