Medici privati in piazza a Roma per contratto, 'non siamo figurine'


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Roma, 24 gen. (AdnKronos Salute) - Grande mobilitazione in Piazza Montecitorio a Roma questa mattina al presidio promosso dai camici bianchi della Cimop (Confederazione italiana medici ospedalità privata), che ha proclamato per oggi uno sciopero di 24 ore su tutto il territorio nazionale, a causa del blocco del rinnovo contrattuale. Uno stop arrivato dopo che la situazione sembrava essersi sbloccata il 18 dicembre scorso. L'adesione allo sciopero "ha sfiorato il 95%", fa sapere all'AdnKronos Salute il sindacato che riunisce 15 mila medici in tutta Italia. Mentre sotto la Camera dei deputati sono intervenute alcune delegazioni istituzionali e politiche che hanno portato la propria vicinanza ai vertici della Cimop impegnati nella mobilitazione.

Tra gli altri, il presidente della Federazione Ordini dei medici Filippo Anelli, l'ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin e il deputato di Italia Viva Luciano Nobili. E se la Cimop nelle scorse settimane è stata ricevuta dalla Conferenza delle Regioni, non c'è ancora stato un incontro con il ministro della Salute Roberto Speranza, anche se nell'ultima settimana ci sarebbero stati dei contatti con il dicastero.

"Siamo medici, non figurine: il contratto è la chiave per aprire la professione - ha osservato il segretario nazionale della Cimop, Carmela De Rango - In primis mi ritengo orgogliosa per la grande mobilitazione promossa in tutta Italia, segno di un'esigenza particolarissima come quella del rinnovo contrattuale. Lo ritengo un passaggio improcrastinabile, dal momento che proprio in questi giorni abbiamo appreso la notizia di importanti e legittime novità contrattuali per il personale non medico".

"Ma non capiamo francamente il perché le parti datoriali si siano fermate solo a quello. Un punto su cui non ci può essere divisione di sorta è quello relativo al personale medico: non vorrei che qualcuno volesse relegarlo in secondo piano, così come appare evidente dal fronte contrattuale", ha aggiunto De Rango. A quanto si apprende dalla Cimop, a bloccare un accordo che prima di Natale "sembrava fatto" sarebbero state presunte difficoltà di Aiop Sicilia, Toscana, Umbria. Poi è arrivato lo sblocco del contratto per il personale non medico.

I medici del privato contestano, dunque, una disparità di trattamento. "C'è sul tavolo il mancato riconoscimento dei titoli di carriera tra medici che svolgono le stesse funzioni, che producono gli stessi Drg" dei colleghi del pubblico, "ma che lavorano nello scenario privato. Il comparto sanitario - afferma De Rango - sta attraversando una fase di emergenze diversificate, come l'attuazione completa della Legge Gelli, la criticità delle aggressioni ai medici, l'equiparazione nel trattamento economico tra pubblico e privato, lo svuotamento dei percorsi professionali, gli aumenti per il Fsn, la soluzione per la carenza di personale".

C'è poi il destino della Legge Lorenzin sull'obbligo vaccinale. "Insomma, occorre una svolta decisiva nella professione. Oggi la sanità privata ha battuto un colpo, rivendicando quanto le spetta legittimamente", ha concluso De Rango.