Medici, 'italiani non ammalatevi perché non ci sarà nessuno a curarvi'

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Milano, 8 nov. (Adnkronos Salute) - "Cari italiani, cercate di non ammalarvi perché presto non ci saranno più medici per curarvi. Se potete permettervi un'assicurazione sanitaria, iniziate a informarvi su come acquistarla. E se non potete permettervela, cercate di mettere comunque da parte dei risparmi per quando dovrete fare delle analisi, una visita specialistica o una lastra, perché prima o poi sarete costretti a pagarle di tasca vostra". Comincia così la lettera aperta che il sindacato dei medici Federazione Cimo-Fesmed indirizza ai cittadini del Belpaese, lanciando un nuovo appello alle istituzioni, perché nella prossima legge di Bilancio destinino più fondi a una "sanità dimenticata", e chiedendo aiuto alla popolazione tutta: "Difendiamo insieme la sanità pubblica. Stiamo perdendo una ricchezza inestimabile".

"Una lettera provocatoria - spiega il sindacato al quale aderiscono le sigle Anpo-Ascoti, Cimo, Cimop e Fesmed - che tuttavia dipinge uno scenario futuro non molto lontano da quel che la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, appena approvata dal Consiglio dei ministri, lascia prevedere: nei prossimi 3 anni la spesa sanitaria sarà ridimensionata, scendendo una percentuale di Pil inferiore ai livelli pre-Covid e lasciando l'Italia tra i Paesi europei che spendono meno per la sanità". Così sarà "pressoché impossibile far funzionare le case e gli ospedali di comunità previsti dal Pnrr e superare quel tetto di spesa al personale che impedisce di assumere medici, infermieri e altri professionisti sanitari. E allora, cari italiani - scrivono i medici - preparatevi a pronto soccorso sempre più affollati, liste d'attesa sempre più lunghe, ambulanze sempre meno rapide, personale sempre più ridotto all'osso. Sono gli effetti di anni di programmazione sbagliata, di tagli feroci e scellerati alla sanità nel nome di una presunta razionalizzazione e una supposta appropriatezza, che in realtà hanno solo ridotto drasticamente l'offerta sanitaria".

Il sindacato denuncia che "nel silenzio e nell'indifferenza generale, la sanità pubblica viene quotidianamente smantellata. Nemmeno il brusco risveglio causato dalla pandemia, una volta superato il momento degli applausi e dei ringraziamenti al personale sanitario, è servito a comprendere l'importanza di investire nel Servizio sanitario nazionale. La politica miope continua a ignorare i problemi della sanità, finita ancora una volta in fondo all'agenda del Governo". Nonostante il cambio di Esecutivo, osservano infatti i medici, "non c'è alcun segnale che possa indicare un ripensamento, un cambiamento di priorità, una svolta".

"Sembra che quella discontinuità rispetto alle politiche precedenti, più volte invocata dall'attuale Governo, riguardi tutti i settori tranne quello sanitario: non si penserà mica che sia sufficiente il reintegro dei sanitari non vaccinati" contro Covid-19 "per differenziarsi dagli altri ministri della Salute", incalza la Cimo sollecitando il neo ministro Orazio Schillaci a "un deciso intervento".

"Noi medici e sanitari siamo vittime di questo sistema tanto quanto voi - prosegue il sindacato nella sua lettera aperta agli italiani - La principale causa del disagio che dovete subire ogni volta che vi recate in una Asl, in un ospedale o in pronto soccorso è la carenza di medici e professionisti sanitari. Siamo troppo pochi per fare tutto, ma pur di cercare di aiutare tutti lavoriamo in condizioni drammatiche, insostenibili per lunghi periodi, coprendo turni per 15-18 ore senza riuscire a godere di riposi e ferie, con il terrore che la stanchezza ci porti a sbagliare. E appena c'è una possibilità di fuga dagli ospedali pubblici siamo costretti ad afferrarla a malincuore, perché questa è la vita che avevamo scelto di fare e che amavamo. Una vita che purtroppo è diventata inaccettabile, che mette a rischio la nostra stessa salute".

"Sono anni che ripetiamo, inascoltati, che occorre invertire la rotta. Speravamo, illusi, che Covid-19 avesse fatto capire una volta per tutte l'importanza di un servizio sanitario universale, pubblico, sicuro e di qualità. Non solo per quella tutela della salute richiamata dalla Costituzione come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, ma anche per il corretto funzionamento del sistema produttivo del Paese. Ci siamo sbagliati, così non è stato", è l'amara considerazione dei medici che però assicurano: "Non intendiamo arrenderci a quella che sembra un'inevitabile sconfitta della sanità pubblica. Chiediamo allora anche la vostra solidarietà, perché quando si parla di salute, si parla di tutti" e "ciascuno di noi domani potrebbe risvegliarsi nelle vesti di paziente. E' allora essenziale il contributo di tutta la popolazione", ammonisce il sindacato. "Chiediamo a gran voce più fondi per la sanità nella prossima legge di Bilancio - conclude - impediamo lo smantellamento degli ospedali e della medicina del territorio. Uniamoci e difendiamo insieme il Ssn".