Medici internisti, posti letto finiti a rischio cure pazienti non Covid


  • Adnkronos Sanità
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Roma, 25 nov. (Adnkronos Salute) - L'emergenza Covid mette gli ospedali in grande affanno in tutte le specialità. "La maggior parte dei reparti nelle aree mediche sul territorio nazionale hanno già superato la soglia del 100%, cioè hanno già saturato la dotazione dei loro posti letto, e stanno ora occupando i reparti chirurgici e le specialistiche. Il rischio è di non riuscire a ricoverare e garantire gli standard qualitativi di cura per i malati cronici riacutizzati non Covid". E' l'allarme lanciato da Antonello Pietrangelo, presidente della Società italiana di Medicina interna (Simi) che fa il punto della situazione.

"Il quadro diventerà ancora più drammatico considerando che il picco principale dei ricoveri per polmoniti, secondo i dati del ministero della Salute, è atteso per gennaio 2021. Abbassare la guardia a Natale significherebbe commettere lo stesso errore fatto questa estate", avverte Pietrangelo che sottolinea come "il personale è stanco ed è sempre lo stesso che assisteva i pazienti in tempi pre-Covid quando questi rappresentavano il 115% del carico di lavoro di un medico. Oggi l’aumento dei posti letto per far fronte all’emergenza si traduce in un ulteriore sforzo richiesto, sino al 150%, percentuale che, in alcune circostanze - avverte - va ben oltre a causa dei contagi crescenti tra il personale medico ed infermieristico".

"Non possiamo ritrovarci come la Germania che, per rispondere alla carenza di personale in corsia, ha annunciato che potranno lavorare medici e infermieri positivi ma asintomatici. Il modello italiano deve essere un altro e non limitato alla creazione di una task force Covid di medici e medici in pensione. È tempo di affrontare i problemi del Sistema sanitario in un modo più strutturato e con una visione sul lungo periodo, che tenga conto dei bisogni clinici di una popolazione che invecchia e richiede sempre più assistenza ospedaliera nei reparti internistici", conclude Pietrangelo.