Medici in via estinzione, Fnomceo chiede a Lorenzin di riaprire tavolo


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Roma, 13 feb. (AdnKronos Salute) - "Chiediamo al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, oltre al più volte auspicato aumento del numero di borse e di contratti, la riattivazione urgente del Tavolo tecnico sulle problematiche in materia di medicina generale, costituito lo scorso luglio ma rimasto sinora dormiente, e il suo ampliamento anche alle questioni relative alla programmazione delle attività formative specialistiche". Così Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, per trovare soluzioni alla carenza di camici bianchi, di famiglia e specialisti, per i prossimi anni. "La Fnomceo e la professione tutta non possono più restare soli ad affrontare questioni di tale impatto sociale", sottolinea.

Il conto è presto fatto: se tra 10 anni 33 mila medici di famiglia andranno in pensione, e solo 11 mila new entry arriveranno a sostituirli, ci saranno 22 mila medici di famiglia in meno. E, a farne le spese, saranno 14 milioni di persone che si troveranno senza medico di base oppure con un'assistenza sanitaria insufficiente. Non va meglio per i medici del Servizio sanitario nazionale: nei prossimi 10 anni ne verranno a mancare per pensionamento 47.284.

La Fnomceo ha "lanciato già da tempo l'allarme: se non si correrà ai ripari, e subito, tra 10 anni mancheranno medici di famiglia e specialisti - ribadisce Anelli - Per contro, aumenterà il numero dei laureati sospesi nel 'limbo formativo', senza la possibilità di accesso ai corsi di formazione specifica in medicina generale o di specializzazione, costretti ad aspettare che arrivi il loro turno per poter completare la formazione, rassegnandosi alla disoccupazione o sottoccupazione o fuggendo all'estero".

"Abbiamo molto apprezzato alcune prese di posizione della politica che, in maniera veramente trasversale ai partiti, hanno proposto fattivamente e in modo mirato - prosegue Anelli - soluzioni possibili: in particolare, quella di Federico Gelli che ha parlato di un 'modello all'americana', che conceda prestiti d'onore agli studenti, da restituire nei successivi vent'anni. Su questa via si sta muovendo anche l'Enpam, il nostro ente previdenziale, che ha presentato il suo progetto a uno degli ultimi consigli nazionali Fnomceo".

"Molti altri sono i possibili rimedi sia per alleggerire il limbo formativo sia per ampliare le fila dei medici di medicina generale, ma in questa situazione emergenziale, che è confermata da tutti i dati, la prima, imprescindibile misura per mettere in sicurezza il nostro Ssn è quella di aumentare il numero di borse per le Scuole di specializzazione e dei contratti di formazione per il Corso di medicina generale", conclude.