Medici famiglia Veneto, 'West Nile preoccupa pazienti, studi pieni'

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Roma, 5 ago. (Adnkronos Salute) - Agosto anomalo negli studi dei medici di famiglia veneti, pieni nonostante il solleone. "I pazienti sono molto preoccupati per la West Nile, che ogni giorno è sulle prime pagine dei giornali locali. E ci sono ancora molti casi Covid da seguire perché abbiamo avuto una marea di contagi: quella di Padova è stata una delle province con il maggior numero di positivi. Altro che 'coda' dell'ondata". A fare il quadro all'Adnkronos Salute è Domenico Crisarà, segretario per la provincia di Padova della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), di cui è anche vicesegretario nazionale, sottolineando che nella regione "stiamo vivendo un'estate sicuramente difficile".

"Si sovrappongono due situazioni non semplici, Covid e West Nile, e come medici non abbiamo avuto lo 'stacco', con una riduzione delle richieste dei pazienti, che in genere ad agosto c'è", dice Crisarà. "Abbiamo ogni giorno decine di messaggi, mail, telefonate da parte degli assistiti che chiedono consigli o sono allarmati per sintomi sospetti", racconta. A preoccupare di più i cittadini, "nonostante i numeri siano molto più limitati rispetto alle infezioni da Covid, è la West Nile. Il rischio di un'encefalite fa molta paura - testimonia Crisarà - Mentre per Sars-CoV-2 si è creata una sorta di barriera mentale, nonostante oltre i 100 morti a giorno, che fa considerare l'infezione poco più di un'influenza".

Per la West Nile, invece, "nonostante ci siano stati in Italia 7 morti in tutto il periodo, contro i terribile bollettino quotidiano Covid, la preoccupazione è elevata. E' questo anche perché c'è la coscienza che non sia controllabile del tutto con i comportamenti. Mentre per il Covid infatti si è acquisita l'idea che la mascherina, la distanza, l'isolamento servono - osserva il medico - evitare la possibilità di essere punti dalla zanzara è più difficile".