Medici famiglia, su mascherina no tifoserie, non obbligo ma dovere civile

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Villasimius, 5 ott. (Adnkronos Salute) - “No alla tifoseria pro e contro le mascherine. Questi dispositivi che abbiamo imparato a conoscere con la pandemia non sono solo contro il Covid. Credo vada cambiato il messaggio non più una misura per contenere Sars-Cov-2 ma una forma di educazione alla sanità pubblica. Questo non significa obbligare ma portare le persone a comprendere quali sono i presidi che ci possono davvero aiutare”. Lo spiega Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) al margine del 79esimo congresso nazionale del sindacato, in corso a Villasimius, Cagliari.

Dopo il lungo periodo che abbiamo vissuto “ora bisogna imparare ad avere consapevolezza che durante i periodi in cui si sommano fenomeni epidemici – Covid, influenza, malattie respiratorie - come quello a cui stiamo andando incontro, l'insieme di queste malattie (non solo il Covid) impongono la mascherina per facilitare la diagnosi differenziale e ridurre il contagio, serve cambiare il paradigma. La scomparsa dell'influenza negli ultimi due anni ha dimostrato che la mascherina funziona.”

Insomma “basta dire che dobbiamo mettere la mascherina solo per il Covid. Cosi si continua una sorta di guerra di religione tra chi vuole l'obbligo e chi vuole la libertà. Noi diremo ai nostri pazienti che la mascherina li protegge in maniera complessiva contro le malattie respiratorie. Se la politica e gli esperti noti invece di far partire la tifoseria facessero un discorso più complessivo di protezione ci sarebbero meno rischi”, ha detto anticipando che “nel mio studio si entrerà con la mascherina, anche senza indicazioni di legge, mi porrò solo il problema di fornirla ai pazienti”.