Medici emergenza, 'Sardegna messa peggio di tutta l’Italia'

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Roma, 10 dic. (Adnkronos Salute) - I medici dell'emergenza lanciano l'allarme sulla Sardegna, "la Regione rischio il crollo del sistema". La Società italiana della medicina di emergenza urgenza (Simu) evidenzia per il sistema dell'emergenza sardo, "l’insostenibilità di reggere da soli una situazione di aiuto ai cittadini per chi lavora nell’emergenza urgenza, nonostante i ripetuti allarmi lanciati nel tempo, lo testimoniano le dimissioni con decorrenza immediata dal 21 dicembre presentate da sette medici del pronto soccorso di Nuoro - sottolinea la Simeu - Una decisione tanto eclatante quanto necessaria, l’ultimo gesto possibile per attirare l’attenzione di chi non ha voluto fin ora ascoltare le numerose e costruttive richieste di supporto. Una scelta certamente sofferta e senza precedenti".

Secondo Salvatore Manca, presidente nazionale Simeu, che da sempre lavora in Sardegna e con un passato in prima linea in pronto soccorso, "la Sardegna è messa peggio di tutta l’Italia per due motivi. Innanzitutto perché siamo un’isola e le persone non sarde difficilmente scelgono di venire a svolgere qui la professione. Anche i giovani medici che si sono specializzati in Sardegna, ricordiamo infatti che le graduatorie di accesso alle scuole di specialità sono nazionali, terminato il ciclo di studi tornano nelle proprie regioni. Ci troviamo con un numero davvero scarso di medici d’urgenza o delle branche equipollenti che potrebbero coprire ruolo nei nostri dipartimenti di emergenza. Inoltre Regione e Ats non stanno facendo passi avanti per favorire una ridistribuzione, lo spostamento di professionisti da quegli ospedali in cui gli organici non sono certo ottimali ma almeno discreti, per tamponare le situazioni delle condizioni più deboli che si registrano tra Nuoro e Oristano. Entrambi sofferenti".

La Simeu ricorda la gravita di alcuni casi. "A Cagliari è stato chiuso il pronto soccorso dell’ospedale Santissima Trinità, convertito nuovamente in ospedale Covid. I medici di quel pronto soccorso sono stati mandati nei due dipartimenti di emergenza degli ospedali cittadini e non a Nuoro o a Oristano, dove è in corso una vera emergenza che per altro non è stata un mistero per nessuno". Questa "è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso – riprende Manca -. La situazione è gravissima perché Oristano e Nuoro sono delle Province con un bacino d’utenza di quasi 180 mila persone. A questo si aggiunge il fatto che il 30 per cento dei posti di medicina generale sono vacanti. Senza medici di base i cittadini vanno in pronto soccorso. E il carico del lavoro aumenta e la qualità del servizio non può che essere penalizzata".