Medici e infermieri, fare squadra a servizio della persona


  • Adnkronos Salute
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Roma, 20 ago. (AdnKronos Salute) - Medici ed infermieri debbono essere una squadra. Ed essere in grado di guardare tutti da una stessa parte: verso la persona, al servizio della quale svolgono il loro lavoro. Questa, in sintesi, la valutazione comune di medici e infermieri che si sono confrontati, attraverso le loro rappresentanze, sulla formazione specialistica del loro settore, in un incontro - tenuto ieri all’Arena Meeting Salute C3 - nell'ambito del Meeting di Rimini.

In tema di 'formazione delle professioni' nel corso dell'incontro, si è parlato, in particolare, dei problemi legati all'accesso ai corsi di specializzazione: quest’anno ci saranno solo novemila posti per 19 mila neolaureati. Una situazione critica, secondo i partecipanti, convinti, invece, che chi si laurea in medicina deve avere la certezza di poter accedere ad un corso di specializzazione. In quest'ottica Roberto Monaco, segretario nazionale della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), ha difeso a spada tratta la politica del 'numero chiuso', indispensabile "per non generare false illusioni in tutti quei giovani, che si laureano in medicina e poi restano fermi al palo, per tantissimi anni, perché non ci sono posti nella specializzazione".

Secondo Andrea Lenzi, presidente del Comitato per la biosicurezza e le scienze della vita della Presidenza del Consiglio dei ministri e presidente Health City Institute "gli specializzandi debbono cercare i migliori insegnanti e le migliori scuole, ma le istituzioni non possono lasciarli soli: i docenti debbono essere soggetti ad una valutazione di qualità e così pure le università". Lenzi si è dichiarato contrario al valore legale del titolo di studio, che mette sullo stesso piano una laurea conseguita in un ateneo al top con quella ottenuta in una università con bassi standard qualitativi. Per Lenzi, medici e infermieri sono tali 24 ore su 24 ed hanno bisogno, per questo, di una formazione continua e perfetta, "perché siano maestri non solo di scienza ma anche di umanità".

La formazione in campo sanitario, dunque, non riguarda solo i medici ma anche gli infermieri, chiamati ad essere sempre più specializzati e meno generalisti. Giancarlo Cicolini e Barbara Mangiacavalli, rispettivamente tesoriere e presidente della Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche (Fnopi), hanno sostenuto l’importanza dello sviluppo specialistico nella formazione di un personale infermieristico in grado di tener conto dei nuovi bisogni dei pazienti, che richiedono infermieri all’altezza del loro percorso di cura. Per i due esponenti della Fnopi non si tratta di fare dei duplicati della formazione dei medici ma di integrare i due percorsi e ragionare insieme non in maniera antagonistica ma collaborativa.

Alle relazioni degli ospiti, ha fatto seguito un dibattito con il pubblico, che ha permesso di approfondire alcuni aspetti specifici degli argomenti trattati come il numero chiuso, le modalità di reclutamento, la qualità umane e professionali dei tutor e via dicendo.