Medici Anaao Lazio a Zingaretti, disastro senza interventi immediati


  • Adnkronos Salute
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Roma, 2 nov. (Adnkronos Salute) - "Se questo stato di cose non si modifica subito con misure rigorose ed efficaci si va incontro al disastro, con il rischio di perdere svariate migliaia di vite umane innocenti. Si tratta di una ecatombe che la Regione deve fermare, unitamente al disastro organizzativo che ha ormai causato". Lo scrive in una lettera al Governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, Guido Coen Tirelli, segretario regionale Anaao Assomed Lazio in cui descrive una situazione difficile per gli ospedali della Regione e avverte: in "assenza di risposte immediate Anaao Assomed, il sindacato più rappresentativo dei medici e dirigenti sanitari, richiedendo l’adesione delle rappresentanze dei malati e degli utenti, avvierà azioni legali specifiche in sede civile e penale".

Per il sindacato "vanno fatte entro qualche giorno e non più, assunzioni dirette di medici e sanitari, ricorrendo agli specializzandi anche dei primi anni di scuola, vanno ricollocati immediatamente i letti Covid subito in reparti totalmente destinati ed attrezzati, anche ricorrendo al supporto dell’Esercito e dei privati. I privati accreditati che hanno ricevuto risorse ingenti debbono aprire i letti domani ed accogliere i pazienti dai pronto soccorso. I medici vanno posti in condizione di lavorare per dare assistenza reale sia ai malati Covid che agli altri malati, e vanno potenziate tutte le forme di erogazione di assistenza, compresa l’intramoenia in spazi privati a scelta del medico".

E ancora "va riunita subito una cabina di regia ristretta in cui siano presenti l’Ordine dei medici, esponenti credibili del mondo scientifico e rappresentanza dei medici ospedalieri, con una composizione non superiore a sei-sette unità".

"I casi - scrive Coen Tirelli - restano in continuo aumento per le insufficienti misure di contenimento decise da Governo e Regioni, gli ospedali pubblici sono al collasso, con malati Covid ormai disseminati in tutti i reparti medici e chirurgici, senza adeguate misure di contenimento della diffusione dell’infezione agli altri degenti ed ai sanitari. Le strutture private accreditate, largamente finanziate dalla Regione, si tengono, in gran parte, accuratamente fuori dal sistema di ricovero e rifiutano i malati".

Gli ospedali pubblici, scrive ancora il sindacalista, "sono ormai diventati quasi tutti ospedali Covid, con utilizzo del personale medico fuori dalla propria disciplina, con i conseguenti elevatissimi rischi assistenziali e di contagio. Inutile dire che tutte le altre attività assistenziali, anche essenziali, per malati cardiologici, oncologici, nefropatici, neurologici, chirurgici, etc., sono pregiudicate in larga parte".

Per Coen Tirelli " i medici e gli operatori sanitari del Lazio, in particolare gli operatori dei pronto soccorso, sono stanchi ed allo stremo, e non sono più in grado di rispondere a proprie spese all’incapacità gestionale ed organizzativa degli enti preposti, i cui atti sono improntati a modelli che per delicatezza potremmo definire 'autoreferenti'. E’ ora di dire basta e di individuare le responsabilità di questo vero e proprio disastro, correndo ai ripari".