Medici a mani nude, 'chiediamo ristori per familiari dei dottori morti in pandemia'

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Roma, 3 dic. (Adnkronos Salute) - "Chiediamo ristori per le nostre gravissime perdite. I medici di famiglia e pediatri di libera scelta caduti nel corso della pandemia per Covid-19, in quanto convenzionati, non possono beneficiare di indennizzi Inail. Chiediamo alle Istituzioni e agli enti preposti di attivarsi affinché siano erogate misure di ristoro tout court per i figli e per i coniugi dei nostri cari, medici di base e pediatri di libera scelta, deceduti sul lavoro per aver contratto il virus durante il valoroso servizio di assistenza ai pazienti, svolto con grande senso del dovere e grande generosità, e senza sottrarsi al pericolo a cui andavano incontro". Questa la presa di posizione di Gennaro Avano, presidente di 'Medici a mani nude', l'associazione nata lo scorso ottobre, che raccoglie i familiari di medici di famiglia e pediatri di libera scelta morti dopo aver contratto il Covid.

Una delegazione dell'associazione, guidata da Avano, ha incontrato oggi il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), Filippo Anelli. "Siamo solidali con i componenti dell'associazione 'Medici a mani nude' e con le loro famiglie. Siamo disponibili a valutare le loro richieste e a rappresentarle nelle giuste sedi", ha sottolineato Anelli dopo l'incontro. Sono 365 i medici che hanno perso la vita per il Covid, ricordati sul portale della Fnomceo: circa la metà erano medici di medicina generale - medici di famiglia, guardie mediche, medici penitenziari, del 118, delle Rsa - o pediatri di libera scelta.