mCRPC: l’ARamp è un potenziale biomarcatore della risposta alla terapia ormonale

  • Graf RP & al.
  • Eur Urol

  • Univadis
  • Notizie di oncologia
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Conclusioni

  • Lo stato di amplificazione del recettore degli androgeni (androgen receptor amplification, ARamp) è associato agli esiti clinici dei pazienti affetti da tumore prostatico resistente alla castrazione metastatico (metastatic castration-resistant prostate cancer, mCRPC) che ricevono una nuova terapia ormonale (novel hormone treatment, NHT), ma non di quelli che assumono tassani.
  • Aberrazioni di PTEN (PTENalt) o aberrazioni di RB1 (RB1alt) sono associate a esiti peggiori con la NHT.

Perché è importante

  • I biomarcatori volti a identificare i pazienti che possono ottenere un beneficio differenziale dai farmaci standard di cura sono utili nelle decisioni cliniche.

Disegno dello studio

  • Studio di 308 pazienti affetti da mCRPC sottoposti a trattamento tra il 2011 e il 2020.
  • I pazienti hanno ricevuto 359 linee di terapia: 180 linee di terapia con NHT e 179 linee di terapia con tassani.
  • Finanziamento: Foundation Medicine.

Risultati principali

  • È stata osservata ARamp nel 30% dei campioni di tumore.
  • I pazienti che presentavano ARamp o PTENalt, rispetto a quelli senza, hanno evidenziato una risposta in termini di PSA relativa peggiore in caso di NHT rispetto a tassani.
  • La presenza di ARamp, PTENalt o RB1alt è risultata associata a peggiore tempo al trattamento successivo (time to next treatment, TTNT) e sopravvivenza complessiva (overall survival, OS) in caso di NHT, senza effetti sul beneficio clinico in caso di terapia con tassani.
  • TTNT e OS sono risultati scarsi fattori prognostici complessivamente e hanno evidenziato interazioni terapeutiche significative, indicando rischi inferiori di passaggio ad altra terapia e di mortalità in caso di trattamento con tassani.

Limiti

  • Studio retrospettivo.