Mantovani, Ssn miracolo italiano da nutrire con ricerca


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Roma, 12 dic. (AdnKronos Salute) - "Il Servizio sanitario nazionale è un vero e proprio miracolo italiano, un miracolo di salute e di salute condivisa". Lo ricorda oggi a Roma, intervenendo alle celebrazioni dei 40 anni del Ssn al ministero della Salute, il direttore scientifico dell'Irccs Humanitas di Milano, Alberto Mantovani.

"Voglio ricordare i dati relativi alla lotta contro il cancro - sottolinea l'immunologo - che illustrano bene, io credo, questo vero e proprio miracolo italiano. I pazienti con cancro nel nostro Paese hanno una sopravvivenza superiore alla media europea. Se facciamo il confronto con il Nord Europa, dove per la salute si spende molto di più che da noi (Germania, Paesi Scandinavi), la sopravvivenza assicurata ai nostri pazienti è uguale o superiore. Com'è possibile? Dirà qualcuno. Alla radice di questo miracolo italiano c'è proprio il Servizio sanitario nazionale, la dedizione dei medici, degli infermieri e del personale tutto, c'è la ricerca scientifica sostenuta da soggetti pubblici e privati. Tra gli attori pubblici, il ministero della Salute è rimasto l'unico a sostenere la ricerca biomedica. Tra gli attori privati, c'è l'Associazione italiana per la ricerca sul cancro e istituzioni come quella cui appartengo, soggetti privati ma al servizio dell'interesse pubblico".

"I dati ci dicono che dove si fa ricerca si cura meglio - ricorda lo scienziato - Ebbene, il Servizio sanitario nazionale è il luogo che ha catalizzato queste interazioni virtuose che sono alla radice di questo miracolo italiano. Tenere vivo e far crescere questo grande modello rappresenta una delle sfide che abbiamo davanti".

"La ricerca scientifica - prosegue Mantovani - non può non essere parte del sistema di salute. Ricerca come dimensione culturale, come possibilità di sviluppo e accesso alle cure innovative, ricerca per assicurare la sostenibilità di terapie nuove e costose in un orizzonte di medicina personalizzata, ricerca come speranza per i nostri pazienti. Ricerca come dimensione di speranza per i nostri giovani. Ricerca, dunque, come seconda sfida che abbiamo davanti".

"Non possiamo non essere allarmati dai dati delle differenze fra Nord e Sud in tema di salute, e in particolare di sopravvivenza dei malati di cancro - osserva ancora lo scienziato - Al Sud ci si ammala di meno di tumori, ma per chi si ammala c'è meno possibilità di sopravvivenza. Lo dicono le statistiche che ogni anno fanno il quadro della situazione (Registri tumori, Aiom eccetera). Si tratta di una diseguaglianza di cui dobbiamo farci carico insieme, pubblico e privato al servizio del pubblico".

"Ancora, in tema di condivisione - continua Mantovani - mi piace ricordare come persone e istituzioni appartenenti al Servizio sanitario nazionale siano attivamente impegnati in attività di salute globale, in uno spirito di condivisione intrinseco al Ssn. Penso ad esempio in questo momento ai medici e ai ricercatori e ai professionisti sanitari del Bambino Gesù di Roma, del San Gerardo di Monza, di Humanitas e di altri ospedali, che trascorrono le loro vacanze a lavorare in Africa o America Latina, portando salute e cultura 'made in Italy'. Penso anche alle iniziative di salute globale cui ho partecipato rappresentando il nostro Paese e questa visione solidaristica che ha le sue radici nel Ssn. La condivisione costituisce dunque la terza dimensione della sfida che abbiamo davanti. Sono profondamente convinto che il Paese esprima un patrimonio di intelligenza e passione, cuore e cervello, per affrontare queste e altre sfide che abbiamo davanti e assicurare innovazione, condivisione e accesso alla prevenzione e alle cure. Dobbiamo evolvere - conclude il direttore scientifico di Humanitas - per continuare a essere in grado di mantenere vivo il miracolo italiano della salute".