Mancano anatomo-patologi, -25% in 5 anni, allarme Siapec

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Roma, 12 ott. (Adnkronos Salute) - Gli anatomo-patologi sono sempre più importanti nella gestione di gravi e diffuse malattie, ma in Italia rischiano quasi 'l'estinzione': in 5 anni il numero di questi professionisti è calato di oltre il 25%, passando da 1.500 a 1.100 specialisti nel Paese, e le prospettive per il futuro non sono rosee. A livello universitario, negli ultimi anni, la metà dei posti di specializzazione è rimasto vacante. Una crisi che rientra in quella più generale della medicina italiana, ma che pare colpire pesantemente alcune branche specialistiche come l'anatomia patologica. L'allarme arriva dalla prima giornata del 9° Congresso triennale della Società italiana di anatomia patologica e citopatologia diagnostica (Siapec-Iap), che vede riuniti nei prossimi 4 giorni a Padova oltre 600 specialisti da tutta Italia.

"L'anatomia patologica rappresenta ormai la pietra angolare di qualunque percorso diagnostico-terapeutico - sottolinea Anna Sapino, presidente Siapec-Iap - Il caso più evidente di questa evoluzione è senza dubbio l'oncologia, dove il patologo da molti anni è presente e parte attiva dei team multidisciplinari". "Gli anatomo patologi hanno un ruolo imprescindibile e inderogabile e perciò - sostiene - è necessario garantire personale formato e competente. Quest'anno abbiamo attivato una stretta collaborazione con il ministero della Salute per definire i dataset nazionali di diagnosi che potranno entrare nel Fascicolo sanitario elettronico (Fse). Questo implica un passaggio fondamentale verso la digitalizzazione delle strutture di anatomia patologica in modo uniforme".

"Sarà possibile postare le diagnosi di anatomia patologica direttamente sul Fse del singolo paziente - aggiunge Filippo Fraggetta, presidente eletto Siapec-Iap - Attualmente i laboratori di anatomia patologica completamente digitali in Italia si contano sulle dita di una mano", riferisce. "Entro un anno, però, auspichiamo che almeno il 20% di queste strutture sanitarie possano diventare completamente digitali. Ciò significa che avremo un flusso di dati totalmente tracciato con opportunità di utilizzare vetrini 'virtuali'. Una digitalizzazione resa possibile grazie ad alcuni fondi ad hoc previsti dal Pnrr insieme ad altre risorse finanziare erogate dalle Regioni".

"Come Siapec, siamo convinti delle potenzialità della anatomia patologica 4.0 e la stiamo promuovendo in tutto il territorio nazionale", evidenzia ancora la presidente Sapino.

"Non bisogna però eccedere con i facili trionfalismi - ammonisce Angelo Paolo Dei Tos, presidente del Comitato organizzatore del congresso di Padova - Le tecnologie digitali presentano grandi potenzialità, ma il computer non può l'unica soluzione alle criticità emergenti. Esiste una 'crisi di vocazione' della nostra disciplina, a cui è urgente dare risposte efficaci. Riscontriamo forti discrepanze nei vari territori, legate a carenze di risorse umane e tecnologiche che devono essere colmate. Anche lo sfruttamento della digitalizzazione dell'anatomia patologica - rimarca - richiederà risorse umane necessarie a garantire il funzionamento delle reti". "E' evidente che dobbiamo rivedere in parte anche la tipologia d'insegnamento che attualmente offriamo - riprende la presidente Sapino - La carenza di personale rischia di essere un problema sempre più drammatico e per contrastarlo bisogna meglio promuovere la nostra disciplina, sfruttando anche il fascino che l’evoluzione tecnologica in atto può avere tra i giovani studenti".

"Siamo impegnati e in costante dialogo con altre società scientifiche e con gli organismi di programmazione sanitaria nazionali e regionali - conclude Fraggetta - Il nostro impegno nei prossimi anni dovrà però essere rivolto anche alle associazioni di pazienti e di volontariato con le quali già collaboriamo. Vogliamo presentarci ai cittadini attraverso apposite campagne di informazione per far conoscere a tutti la nostra disciplina e le incredibili potenzialità che possiede".