Malattie autoimmuni e salute cardiovascolare, un legame sottovalutato

  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
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  • I soggetti con malattie autoimmuni presentano un rischio di eventi cardiovascolari maggiore rispetto a quelli senza tali patologie.
  • L’osservazione è valida per tutte le malattie autoimmuni analizzate nello studio e per un ampio spettro di eventi cardiovascolari, oltre ai classici eventi aterosclerotici.
  • Il rischio è maggiore per i soggetti più giovani, sottolineando l’importanza di mettere in campo strategie di prevenzione ad hoc.

Il rischio di problemi cardiovascolari è più elevato in caso di presenza di una patologia autoimmune, rispetto a quando tali malattie non ci sono. Lo spiegano sulla rivista Lancet gli autori di uno studio di popolazione che ha analizzato i dati di oltre 22 milioni di persone nel Regno Unito, per valutare l’associazione, focalizzando l’attenzione sulle differenze tra soggetti con e senza patologie autoimmuni.

“L’associazione con un aumento del rischio cardiovascolare è nota per alcune patologie autoimmuni come l’artrite reumatoide, ma per molte altre patologie i dati sono scarsi e non permettono di giungere a conclusioni definitive” si legge nell’articolo pubblicato da Nathalie Conrad, della KU Leuven (Belgio), e colleghi. Gli autori spiegano che gli studi sul tema spesso si basano su popolazioni di piccole dimensioni o valutano un'unica malattia autoimmune o un unico esito cardiovascolare.

Di contro, tra i punti di forza del nuovo studio, ci sono il coinvolgimento di una popolazione molto ampia e la valutazione del legame tra 19 patologie autoimmuni e 12 esiti cardiovascolari, analizzati insieme o singolarmente.

In particolare, nell’analisi sono stati inclusi circa 500.000 pazienti con malattia autoimmune e senza patologie cardiovascolari fino a un anno dalla diagnosi e 5 controlli senza malattie autoimmuni o cardiovascolari per ciascun paziente.  

Nel corso di un follow-up mediano di 6,2 anni sono stati osservati eventi cardiovascolari incidenti nel 15,3% e nell’11% dei soggetti dei gruppi con e senza malattia autoimmune, rispettivamente.  

L’aumento del rischio è risultato compreso tra 1,4 e 3,6 volte a seconda della malattia autoimmune, con valori in aumento all’aumentare del numero di patologie autoimmuni presenti: HR 1,41 con una patologia, HR 2,63 con due patologie e HR 3,79 con tre o più patologie. “Un incremento del rischio cardiovascolare paragonabile a quello legato al diabete di tipo 2” commentano gli autori.

Tra le malattie autoimmuni, quelle associate al maggior incremento del rischio cardiovascolare generale sono state sclerosi sistemica (3,59), malattia di Addison (2,83) e lupus eritematoso sistemico (2,82).

Inoltre, è stato osservato un rischio maggiore nei pazienti più giovani: da 2,33 per soggetti <45 anni a 1,3 per soggetti ≥75 anni.

“Tra i meccanismi alla base dell’associazione possiamo citare l’infiammazione, che però da sola non basta a giustificare tutti i dati osservati” affermano Conrad e colleghi, chiamando in causa anche l’impatto delle patologie autoimmuni sulla funzione endoteliale e altri meccanismi.

“Servono nuovi studi per comprendere i meccanismi alla base di tale associazione e per definire strategie di prevenzione efficaci, soprattutto nei pazienti più giovani” concludono, ricordando che al momento le linee guida non prevedono strategie di prevenzione cardiovascolare in pazienti con malattie autoimmuni, ad eccezione di pochi casi.