Malattia renale cronica, i pazienti dei trial e del mondo reale sono diversi


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggio chiave

  • I pazienti con malattia renale allo stadio terminale (ESRD) in dialisi che partecipano a grandi studi randomizzati controllati multicentrici sono più giovani, hanno un tasso di mortalità più basso e hanno comorbidità diverse rispetto alla popolazione generale dei pazienti in dialisi.

 

Descrizione dello studio

  • Una revisione sistematica della letteratura ha permesso di identificare 189 studi randomizzati controllati pubblicati tra il 2007 e il 2016 che avevano arruolato in almeno due centri 100 o più pazienti con ESRD in dialisi (n=80.104).
  • Dai registri nazionali (US Renal Data System, USRDS) sono stati ricavati i dati sulla popolazione generale di pazienti in dialisi nel 2011.
  • I dati sono stati analizzati usando un modello a effetti casuali.
  • L’esito primario era la differenza nell’età media delle due popolazioni. Gli esiti secondari includevano le differenze nel tasso di mortalità e nelle comorbidità.
  • Fonte di finanziamento: Australian Government Research Training Program.

 

Risultati principali

  • Rispetto alla popolazione USRDS, i partecipanti ai trial erano più giovani (età media 58,9 anni [IC 95% 58,3-59,5] contro 61,2 anni; P
  • Era più probabile che fossero maschi (58,8% [IC 95% 57,5%-60,0%] contro 55,7%; P
  • Era meno probabile che avessero il diabete (40,4% [IC 95% 36,95-43,8%] contro 44,2%; P=0,04) e un’insufficienza cardiaca (19,9% [15,6%-24,3%] contro 29,8%; P
  • Il tasso di mortalità durante la partecipazione ai trial era più bassa che nel contesto real-life (8,9 [IC 95% 7,9-10,0] contro 18,6 per 100 anni-paziente; P
  • Le differenze persistevano se venivano considerati solo i trial condotti negli Stati Uniti.
  • Il diabete era più frequente nei partecipanti ai trial USA che nella popolazione USRDS.

 

Limiti dello studio

  • Non sono stati analizzati i dati individuali dei pazienti.

 

Perché è importante

  • Le differenze tra le caratteristiche dei pazienti inclusi negli studi randomizzati controllati e quelle della popolazione generale dei pazienti possono limitare la generalizzabilità dei risultati dei trial.