Malattia di Crohn: una sintesi delle raccomandazioni del NICE


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Notizie Mediche Univadis
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Le ricadute postchirurgiche nel morbo di Crohn sono relativamente frequenti (20-40% entro 10 anni). Il National Institute for Health and Care Excellence (NICE) britannico ha recentemente rivisto le indicazioni per il mantenimento della remissione alla luce dei nuovi studi pubblicati dal 2012 a oggi sull’uso dei farmaci biologici.

Le principali conclusioni sono le seguenti:

  • prendere in considerazione azatioprina in combinazione con metronidazolo per almeno tre mesi dopo una resezione in Crohn ileocolico;
  • non offrire farmaci biologici per il mantenimento postchirurgico (questa indicazione risponde a uno dei dubbi terapeutici maggiori nati dall’introduzione dei farmaci biologici nella malattia di Crohn);
  • mercaptopurina e aminosalicilati non sono più indicati nella fase postchirurgica e sono stati eliminati dalle linee guida.

Le altre parti delle linee guida (induzione della remissione, indicazione alla chirurgia) sono rimaste invariate.

 

Indicazioni in dettaglio

Il Comitato ha considerato la remissione endoscopica quale misura oggettiva dello stato di malattia che deve guidare le decisioni terapeutiche dopo la chirurgia.

Le raccomandazioni seguenti si applicano al mantenimento della remissione in persone che sono state operate e hanno subito una resezione completa delle aree interessate, definita come rimozione della sezione di intestino con malattia visibile (non quelle con malattia microscopica).

  • In pazienti che sono stati operati da meno di tre mesi, si considera azatioprina in combinazione con metronidazolo per almeno tre mesi (qualità delle prove da bassa a moderata, ottenuta da trial clinici randomizzati).
  • Considerare azatioprina in monoterapia nei pazienti che non tollerano il metronidazolo (qualità delle prove da molto bassa a bassa, ottenuta da trial clinici randomizzati).
  • Monitorare gli effetti della terapia (in particolare la neutropenia nei soggetti che assumono azatioprina, anche in presenza di attività normale della tiopurina S-metiltransferasi).
  • Non offrire farmaci biologici per il mantenimento della remissione postchirurgica (qualità delle prove da bassa a moderata, ottenuta da trial clinici randomizzati; valutazione di costo-efficacia derivante da studi clinici).
  • Nei pazienti che sono stati operati e hanno cominciato a prendere farmaci biologici prima della pubblicazione di queste linee guida, continuare con il trattamento finché i pazienti o i curanti non ritengono opportuno cambiare.
  • Non offrire budesonide nel mantenimento della remissione nei pazienti con malattia di Crohn ileocolica che hanno subito una resezione completa macroscopica (qualità delle prove da molto bassa a bassa, ottenuta da trial clinici randomizzati; valutazione di costo-efficacia derivante da studi clinici).
  • Rimangono al momento incerti i benefici, i rischi e il rapporto costo-efficacia della nutrizione enterale nel mantenimento della remissione nella fase post-chirurgica. Sono necessari ulteriori studi in merito.