Lombardia, ok a nuova intesa Regione-università

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Milano, 9 nov. (Adnkronos Salute) - La Commissione Sanità del Consiglio regionale lombardo, presieduta da Emanuele Monti (Lega), ha espresso oggi a larga maggioranza parere favorevole al nuovo Protocollo d'intesa tra la Regione e le università sedi di Facoltà di Medicina e Chirurgia.

Tre gli obiettivi fondamentali del nuovo accordo, che arriva dopo un approfondito confronto tra Regione e atenei, spiega una nota di Palazzo Lombardia. Innanzitutto si mette a sistema la rete regionale dell'assistenza, della didattica, della formazione e della ricerca, sia per i corsi di laurea e le specializzazioni mediche sia per le professioni sanitarie. In secondo luogo viene definito in 240 il numero delle strutture complesse a direzione universitaria in regione (23 per Pavia; 116 per Milano e 38 per Milano-Bicocca; 35 per Brescia; 28 per Insubria). Sono 8, invece, i nuovi poli universitari clinico-assistenziali: Fondazione Irccs Ca' Granda Policlinico di Milano (ospedale universitario), Asst Pavia, Asst Ovest Milanese, Asst Garda, Asst Cremona, Asst Valcamonica, Asst Lecco e Asst Brianza (già polo di Desio), queste ultime inserite come ospedali di insegnamento, complementari all'ospedale universitario. Il documento stabilisce inoltre che, previa autorizzazione regionale, il numero delle direzioni universitarie può essere aumentato in sede di programmazione annuale fino a un massimo del 3% della programmazione triennale. Per quanto riguarda invece le strutture complesse a direzione universitaria, le convenzioni possono essere aumentate del 20%.

Infine, un articolo è dedicato al trattamento economico del personale universitario, che viene allineato a quello dei dirigenti del Servizio sanitario regionale, stabilendo diritti e doveri per il personale universitario in regime di convenzione (assenze, malattie, ferie e valutazione di risultato al 100%). Uno specifico e successivo protocollo riguarderà le specifiche esigenze di formazione degli studenti dei corsi di studio delle professioni sanitarie.

La Commissione - riferisce Regione Lombardia - ha inoltre accolto alcune osservazioni presentate dal gruppo Pd, relative al ruolo delle sedi collegate per la formazione specialistica post-laurea e al trattamento accessorio dei professori universitari, il cui adeguamento non deve intaccare i fondi previsti per la dirigenza sanitaria del Servizio sanitario nazionale.

Il documento, illustrato dalla consigliera Selene Pravettoni (Lega), riconosce infine le modalità di finanziamento delle attività che realizzano l'integrazione tra assistenza, didattica e ricerca con risorse messe a disposizione sia dall'università sia dal Fondo sanitario regionale. Per quanto riguarda le convezioni per il finanziamento della chiamata di professori o ricercatori, queste saranno soggette ad autorizzazione regionale.