Lombardia, monitoraggio su danni polmonari Covid in chi è stato ricoverato

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Milano, 3 nov. (Adnkronos Salute) - Un programma di monitoraggio sul danno polmonare riportato dai pazienti che sono stati ricoverati in ospedale durante l'emergenza Covid-19. Va in questa direzione la delibera approvata dalla Giunta regionale della Lombardia su proposta della vicepresidente e assessore al Welfare, Letizia Moratti. Per il progetto sono stati messe in campo risorse fino a 1 milione di euro.

"Di fronte a evidenze cliniche testimoniate da studi scientifici su esperienze dirette - spiega Moratti - riteniamo utile offrire in modo diffuso e articolato un programma di screening polmonare ai pazienti che sono stati ricoverati a seguito della pandemia. La Lombardia in tal modo diventa anche la prima Regione a organizzare per i suoi cittadini una risposta di salute, mirata a contrastare i danni più diffusi della malattia da Sars-CoV-2 a lungo termine. In un'ottica di sanità sempre più di prossimità, ovvero ancora più vicina ai cittadini e più attenta a ogni persona. Contestualmente portiamo avanti un'attività importante e significativa di studio e ricerca sul virus".

La Lombardia è stata la regione più colpita dalla pandemia con migliaia di dimessi dagli ospedali, ricorda una nota regionale. Una percentuale significativa di questi pazienti, tra il 20 e il 40%, a distanza di mesi dal ricovero accusa sintomi respiratori. Sebbene una quota sia stata presa in carico dalle strutture ospedaliere regionali, molti restano ancora senza un'adeguata risposta clinica. Dal rapporto luglio 2021 dell'Istituto superiore di sanità, emerge in maniera sempre più evidente che l'infezione da Sars-CoV-2, dopo la fase acuta, può determinare manifestazioni cliniche subacute e croniche che precludono un pieno ritorno allo stato precedente di salute. Nell'ambito delle manifestazioni definite organo-specifiche, la maggior parte dei pazienti long-Covid continua infatti ad accusare conseguenze che interessano principalmente l'apparato respiratorio.

"Studiare e approfondire Covid-19 anche al di fuori della fase più emergenziale può rivelarsi fondamentale - aggiunge Moratti - Le conseguenze post-Covid infatti vanno tenute sotto osservazione, sia per garantire il completo ed effettivo percorso di guarigione dei cittadini sia per prevenire altre possibili criticità".

Del milione di euro messo a disposizione per l'attivazione del programma di monitoraggio - dettaglia la nota - fino a un massimo di 500mila euro andrà a favore di Asst e Irccs pubblici per le attività al di fuori dell'orario ordinario di servizio, e fino a un massimo di euro 50mila euro andrà alle strutture sanitarie private accreditate a contratto.

A tale scopo la delibera ha dato mandato alle Ats di verificare, nell'ambito del territorio di loro competenza, quali e quante strutture ospedaliere private accreditate intendono aderire al programma di monitoraggio.