Lombardia, approvato Piano strategico contro pandemie

  • Univadis
  • Attualità mediche
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Milano, 17 mag. Adnkronos Salute) - Una 'check list' da seguire per prevenire, gestire e monitorare le varie fasi di un'eventuale pandemia influenzale. L'ha definita la Lombardia con il Piano strategico operativo 'Panflu 2021-2023', approvato oggi all'unanimità dal Consiglio regionale. Un documento in 78 pagine "ispirato alla massima prontezza d'intervento", spiegano dal Pirellone, con un focus anche sugli aspetti comunicativi e il contrasto di false notizia.

Il Piano regionale - spiega una nota - traduce a livello locale le indicazioni del Piano nazionale, sulla base delle indicazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), così come recepite dal ministero della Salute. In sintesi, prevede un elenco di azioni di pianificazione, la definizione puntuale del chi fa/che cosa nelle diverse fasi (interpandemica, allerta, pandemia), un coordinamento del Sistema di sorveglianza regionale e l'istituzione del Comitato pandemico. Ancora, include la previsione, in raccordo con il livello nazionale, di una scorta di Dpi (dispositivi di protezione individuali) e Dm (dispositivi medici) essenziali da mettere a disposizione dei territori colpiti da improvvise crisi pandemiche; la possibilità di utilizzare sistemi di intelligenza artificiale per elaborare e disegnare scenari futuri, e la previsione di momenti di formazione continua e innovativa per il personale di ogni azienda territoriale.

Il Piano regionale dispone la realizzazione di Piani operativi locali a cura delle Agenzie per la tutela della salute (Ats, ex Asl) e delle strutture di ricovero e cura e delle Udo (Unità di offerta) sociosanitarie, che dovranno rispondere ad alcuni criteri: aspetti operativi generali, catena di comando, azioni chiave, formazione.

Chiave di volta dell'organizzazione - prosegue la nota - è il Comitato pandemico presieduto dal presidente della Regione e coordinato all'assessore al Welfare. Composto da due nuclei, sanitario e non-sanitario, il panel si riunisce due volte l'anno nei mesi di marzo e settembre per condividere l'attività di sorveglianza epidemiologica delle sindromi simil-influenzali e virologica dell'influenza, nonché per la sorveglianza delle malattie infettive che spetta ai direttori sanitari di Ats, Asst (Aziende socio sanitarie territoriali, ex Ao) e Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs). Nell'incontro di marzo, con l'apporto dell'Agenzia per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive, viene evidenziato lo stato di applicazione del Piano regionale. Mentre nella riunione di settembre, anche in previsione dell'epidemia influenzale stagionale, il Comitato si riunisce in versione aperta, con la partecipazione di ulteriori istituzioni o articolazioni regionali.

Il Comitato pandemico comunicherà ogni anno ai cittadini lo stato dell'avanzamento della fase di preparazione regionale. Sarà inoltre chiamato, nell'evoluzione della pandemia, a indicare le modalità per affrontare eventuali situazioni decisionali critiche in campo etico. Ad affiancare il Comitato ci sarà una Task force regionale, struttura organizzativa attivata formalmente dalla Direzione generale Welfare al momento della dichiarazione della fase di allerta pandemica. Nella Task force, oltre alle figure sanitarie/organizzative, lavorano un funzionario di raccordo nazionale (ministero della Salute) e uno di raccordo internazionale (Oms), un coordinatore della comunicazione verso i cittadini ed esperti invitati direttamente dal coordinatore della Task force.

Infine, "grande attenzione" viene assicurata al tema della comunicazione, che verrà affidata a un pool di esperti in comunicazione del rischio in modo da monitorare, sia in fase interpandemica che di allerta pandemica e pandemica, l'informazione ai cittadini e agli operatori, contrastando la disinformazione e la diffusione di fake news.