Lombardia, 2 mln a 4 Irccs per progetti trasferimento tecnologico

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Milano, 27 mag. (Adnkronos Salute) - Due milioni di euro per progetti di ricerca e sviluppo in grado di generare ricadute sul sistema economico lombardo. E' quanto prevede l'accordo tra Regione Lombardia e 4 Irccs pubblici lombardi: Policlinico, Istituto nazionale tumori (Int) e Istituto neurologico Besta di Milano, e Policlinico San Matteo di Pavia. L'obiettivo è aumentare la capacità di trasferimento tecnologico degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, con un conseguente impatto positivo per l'innovazione delle imprese lombarde e per la loro crescita competitiva.

Con la firma dell'intesa - sottoscritta a Palazzo Lombardia dal governatore Attilio Fontana, dal vicepresidente Fabrizio Sala, dall'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera e dai presidenti Andrea Gambini (Besta), Marco Giachetti (Policlinico di Milano), Marco Luigi Votta (Int), Alessandro Venturi (Policlinico San Matteo di Pavia) - diventa operativo l'Accordo di collaborazione quadro approvato dalla Giunta il 16 dicembre 2019.

La Regione - spiega una nota - investe 2 mln a valere sul Por Fesr 2014-2020 (Programma operativo regionale e Fondo europeo di sviluppo regionale). Mentre gli Irccs, forti di "uno straordinario patrimonio di competenze e di capacità di fare e sviluppare ricerca, come dimostrato anche in questo periodo di emergenza e nel contrasto all'epidemia (la terapia del plasma sperimentata al San Matteo, la Banca dati di campioni biologici del Policlinico di Milano)", mettono a disposizione le competenze tecnico scientifiche, la conoscenza, l'esperienza, la professionalità, le risorse umane, strumentali e culturali per la realizzazione dei progetti.

"Quella che nasce oggi - dichiara Fontana - è un'alleanza in cui il pubblico diventa perno di un meccanismo che attrae anche risorse e competenze private, con un coinvolgimento di primo piano del sistema economico e imprenditoriale". Il presidente sottolinea che "l'Italia e la Lombardia hanno ricercatori di eccezionale valore: vogliamo aiutarli a far sì che la loro ricerca abbia un impatto sempre più forte anche a livello economico. Dare uno sbocco industriale al grande lavoro che già si svolge all'interno dei nostri Irccs è prioritario: dalla ricerca possono e devono nascere start-up e nuove imprese ad alto valore aggiunto, capaci di raccogliere capitali privati da reinvestire in ricerca".

"Le attività di ricerca, sviluppo e innovazione - evidenzia Sala - devono essere coerenti con la Strategia di specializzazione intelligente (S3) di Regione Lombardia e contribuire quindi a rispondere alle grandi sfide che il nostro territorio è chiamato ad affrontare per restare competitivo a livello internazionale. I contenuti dei progetti dovranno essere presentati e sviluppati dai singoli Irccs, ma l'obiettivo di fondo è quello di dotare la Lombardia di una infrastruttura pubblica snella, una piattaforma di trasferimento tecnologico, che contribuisca a mettere a sistema e a far conoscere, anche a livello internazionale e nei confronti del mondo industriale, le competenze, le casistiche trattate, i trial clinici, le sperimentazioni in atto".

"Con questo intervento - afferma Gallera - i 4 principali Irccs pubblici italiani collaborano, supportati da Regione Lombardia, per aiutare l'intero sistema a elevare ancora di più la qualità della ricerca effettuata e a far sì che questa si traduca in cure di cui i pazienti possano direttamente beneficiare".

L'accordo ha "una portata enorme" secondo il presidente del Besta Gambini. "Un esempio pratico di quanto portare avanti progetti finalizzati al trasferimento tecnologico esterno sia fondamentale per la ricerca è proprio di questi giorni: in Istituto abbiamo inventato un nuovo sistema di telemedicina, in partnership con Microsoft, che permette di visitare i pazienti da remoto", ricorda. "In questi anni noi abbiamo lavorato molto nella ricerca, ottenendo ottimi risultati e mettendo diversi brevetti nel cassetto - osserva il presidente dell'Int Votta - Avevamo però bisogno di qualcosa che potesse metterli in vetrina e presentarli agli investitori e questo progetto viene proprio ad hoc".

Per il presidente del Policlinico di Milano Giachetti "questo accordo ci permette di valorizzare tanta ricerca che spesso non viene messa in contatto con gli investitori internazionali. L'idea di unirsi serve a valorizzare il lavoro di tanti ricercatori e permette alla Lombardia di compiere un ulteriore passo in avanti nel mondo della ricerca".

"In un momento in cui tutto il mondo occidentale è stato piegato da una pandemia senza precedenti negli ultimi 100 anni, una collaborazione come questa è fondamentale" anche secondo il presidente del Policlinico San Matteo di Pavia Venturi. "Dobbiamo infatti ricordarci che fenomeni di sviluppo locale e territoriale si generano solo attorno a grandi centri di ricerca e grandi università, e diventano fattori di competitività per il futuro senza cui è impossibile immaginare una vera ripresa".