Lo stadio FIGO è il più importante fattore prognostico di recidiva nel carcinoma ovarico


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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Le pazienti con un tumore epiteliale dell’ovaio in fase iniziale il cui stadio, secondo i criteri della Federazione Internazionale dei Ginecologi e degli Ostetrici (FIGO), è maggiore di 1 hanno una minore sopravvivenza libera da malattia (DFS). Questo è il principale risultato di un’analisi retrospettiva condotta dall’Istituto Nazionale dei Tumori (INT) di Milano e appena pubblicata dalla rivista International Journal of Gynaecology & Obstetrics.

Sono state incluse nell’analisi 429 pazienti con carcinoma ovarico in stadio I-II sottoposte a resezione chirurgica del tumore presso l’INT tra il 1974 e il 2014. Sono state escluse le pazienti il cui esame istologico indicava un tumore ovarico a basso potenziale di aggressività. Nell’analisi univariata, diversi fattori, tra cui bilateralità e numero di linfonodi positivi, appaiono influenzare negativamente la DFS, tuttavia dall’analisi multivariata emerge che l’unico fattore con valore prognostico è uno stadio FIGO >1. Anche per la sopravvivenza complessiva l’analisi univariata suggerisce una decina di fattori potenzialmente prognostici, ma di questi solo lo stadio e l’età alla diagnosi si confermano come fattori predittivi indipendenti nell’analisi multivariata.

Avere a disposizione fattori predittivi di recidiva e di sopravvivenza è estremamente importante nella scelta del trattamento post-chirurgico. “Inoltre, questi fattori predittivi possono aiutare a identificare le migliori candidate per trattamenti volti a risparmiare la fertilità mediante stratificazione per il rischio di recidiva – commenta il coordinatore dello studio Francesco Raspagliesi, Direttore dell’Unità di Oncologia Ginecologica dell’INT che aggiunge – Negli anni passati, il nostro gruppo ha dimostrato la sicurezza, la fattibilità e l’efficacia di una gestione conservativa del tumore epiteliale dell’ovaio in stadio precoce nelle giovani donne che desiderano preservare il loro potenziale di fertilità”.