Lo screening per il tumore orofaringeo legato al Papilloma virus punta sull’RNA


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Con un test del tutto indolore è possibile verificare la presenza di infezione orale attiva da HPV che potrebbe portare all’insorgenza del tumore orofaringeo. Lo scrivono sulla rivista Cancer i ricercatori guidati da Francesca Rollo, dell’Istituto Nazionale dei Tumori Regina Elena di Roma, che hanno condotto uno studio su 310 uomini che fanno sesso con altri uomini (MSM), senza segni clinici di lesioni della cavità orale o dell’orofaringe.

“L’infezione orale da HPV è associata all’aumento del rischio di tumore dell’orofaringe in studi longitudinali e in particolare HPV-16 ha un ruolo dominante in questa associazione rispetto agli altri ceppi del virus” spiegano gli autori, che poi aggiungono: “Strategie di screening basate sulla ricerca di HPV potrebbero essere utili nei soggetti più a rischio”. Lo screening per la ricerca di DNA di HPV non fornisce in realtà informazioni sulla potenzialità del virus di innescare la trasformazione tumorale, mentre la presenza di dell’RNA messaggero (mRNA) delle oncoproteine virali E6/E7 potrebbe aiutare a identificare le infezioni significative dal punto di vista clinico. Queste oncoproteine sono infatti indispensabili per il processo di carcinogenesi.

Tra i campioni di fluidi orali raccolti attraverso sciacqui da tutti i soggetti arruolati nello studio, 33 (10,6%) sono risultati positivi per la presenza di DNA di HPV e sono stati in seguito testati, assieme a 10 campioni negativi per DNA di HPV, con il saggio Aptima HPV alla ricerca di mRNA di E6/E7. Nel 12,9% dei campioni positivi per DNA di HPV e con un risultato valido nel test per la ricerca di mRNA è stata identificata la presenza del trascritto di mRNA di E6/E7, assente in tutti i 10 campioni negativi per DNA di HPV.

“I nostri risultati dimostrano che anche in soggetti sani è possibile rilevare la presenza di mRNA di E6/E7 attraverso un test semplice e per nulla invasivo” spiegano gli autori. “Questo tipo di test potrebbe rivelarsi utile per lo screening e/o la diagnosi precoce di tumori orofaringei legati all’infezione da HPV e si presenta come un’interessante possibilità per il futuro, una volta ottimizzate le condizioni di esecuzione”.