Lo screening basato sul rischio è una valida alternativa allo screening del tumore colorettale?

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Secondo uno studio, indirizzare i pazienti a test immunochimici fecali (fecal immunochemical test, FIT) o a colonscopie in base ai fattori di rischio offre un’alternativa valida allo screening del tumore colorettale.

Da notare, l’approccio adattato al rischio consente di risparmiare circa il 33% delle risorse per l’endoscopia necessarie per identificare una neoplasia in stadio avanzato rispetto allo screening con colonscopia una tantum, aspetto da non sottovalutare in contesti con risorse sanitarie limitate, affermano gli autori dello studio.

Tuttavia, i risultati indicano che il costo per la società nel complesso è inferiore con la colonscopia.

Un approccio personalizzato

I ricercatori hanno scoperto che molte linee guida raccomandano attualmente una colonscopia ogni 10 anni o un FIT ogni anno o ad anni alterni e che l’unico fattore di rischio alla base di tale decisione è l’età.

I tassi di adesione allo screening non sono tuttavia soddisfacenti, molti tumori non vengono individuati e le risorse per l’endoscopia sono spesso in difficoltà.

I ricercatori hanno assegnato casualmente 19.373 partecipanti a colonscopia (n=3.833), FIT annuale (n=7.793) e screening adattato al rischio (n=7.697) nel quale, in base al punteggio di stratificazione del rischio, i partecipanti ad alto rischio sono stati assegnati alla colonscopia e quelli a basso rischio sono stati assegnati al FIT.

I partecipanti nel gruppo sottoposto a FIT annuale e adattato al rischio sono stati invitati a 3 cicli di screening.

Nell’analisi per protocollo (che ha incluso solo i partecipanti che hanno aderito allo screening raccomandato), i tassi di identificazione di neoplasia in stadio avanzato sono risultati del 6,5% con la colonscopia, del 2,18% con il FIT e del 2,52% nel gruppo con screening adattato al rischio (P<0,001).

Durante i 3 cicli di screening solo il 42,4% dei partecipanti nel gruppo sottoposto a colonscopia è stato sottoposto alle colonscopie che avrebbero dovuto ricevere. Per contro, il 99,3% dei soggetti assegnati a un FIT ha effettuato il test e l’89,2% dei soggetti assegnati al gruppo adattato al rischio ha effettuato lo screening raccomandato, sia che si trattasse di colonscopia o di FIT.

Nell’analisi “intention-to-treat” (che ha incluso sia i partecipanti che hanno rifiutato lo screening raccomandato sia quelli che lo hanno rispettato), i tassi di individuazione di neoplasia in stadio avanzato sono risultati del 2,76% nel gruppo assegnato a colonscopia, del 2,17% nel gruppo assegnato a FIT e del 2,35% nel gruppo con screening adattato al rischio. Queste differenze non sono risultate statisticamente significative, suggerendo che tenendo in considerazione lavversione dei partecipanti alla colonscopia, i 3 approcci sono risultati parimenti efficaci nell’identificazione di tumori.

Fattibilità e aspetti finanziari

Approcci diversi possono funzionare per diversi partecipanti perché ognuno ha priorità e problemi di salute contrastanti, afferma la Dott.ssa Cassandra Fritz, Assistente Professore di Medicina presso la Washington University School of Medicine di St. Louis, non coinvolta nello studio. I singoli medici possono tenerne conto.

Ma quando pensiamo alle popolazioni nel complesso, quello su cui dobbiamo davvero concentrarci è sottoporre a screening il maggior numero possibile di soggetti, afferma.

Da un punto di vista più ampio, i ricercatori hanno analizzato il costo dell’individuazione di neoplasia in stadio avanzato da un punto di vista sociale, che significa aver incluso costi per i partecipanti quali trasporto e assenze dal lavoro, nonché costi medici diretti e spese generali relativi alla gestione di un programma di screening. Le somme identificate sono risultate di ¥ 15.392 (USD 2.231) per la colonscopia, ¥ 19.039 (USD 2.759) per il test delle feci e ¥ 24.339 (USD 3.528) per lo screening adattato al rischio.

Nella valutazione a lungo termine futura l’impatto inferiore sulla qualità della vita e la maggiore aderenza potrebbero rendere lo screening adattato al rischio più favorevole in termini di costi, ipotizzano gli autori.

Una versione di questo articolo è apparsa per la prima volta su Medscape.com.