L’ipertensione va curata anche nei giovani

  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
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Messaggi chiave

  • Tutti i sottotipi di ipertensione aumentano il rischio di insufficienza cardiaca e di altri eventi cardiovascolari a tutte le età.
  • Il contributo dell’ipertensione all’insorgenza dell’insufficienza cardiaca si attenua con l’età, sia nel sesso maschile che in quello femminile.
  • Il trattamento dell’ipertensione potrebbe dare maggiori benefici nella fascia di popolazione più giovane.

 

Uno studio giapponese che ha preso in esame oltre due milioni e mezzo di persone mostra che esistono delle differenze legate all’età nell’associazione tra ipertensione e incidenza di insufficienza cardiaca: tale associazione, infatti, perdeva forza all’avanzare dell’età, nonostante gli eventi cardiaci fossero, come atteso, più frequenti negli anziani. Lo studio, che ha considerato separatamente i vari tipi di ipertensione ricavando risultati sovrapponibili, suggerisce che l’ipertensione vada curata anche nei giovani adulti, tradizionalmente considerati a basso rischio di eventi cardiovascolari.

Di ipertensione non ce n’è una sola: ad essere elevati possono essere i valori della pressione sistolica, di quella diastolica o di entrambe. Dal momento che con l’età la pressione sistolica tende ad aumentare, mentre la pressione diastolica tende a diminuire, è lecito pensare che l’effetto prognostico dei vari sottotipi di ipertensione vari con l’età. Sono già stati fatti studi in questo senso, ma nessuno si era ancora focalizzato sull’insufficienza cardiaca. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Tokyo ha deciso di esaminare quanto i vari sottotipi di ipertensione contribuiscano all’insorgenza dell’insufficienza cardiaca nelle varie fasce d’età.

Lo studio osservazionale, basato su dati amministrativi raccolti a livello nazionale, ha incluso 2.612.570 persone, nessuna delle quali aveva una storia di malattia cardiovascolare o assumeva farmaci antipertensivi. I partecipanti sono stati divisi in tre fasce d’età: 20-49 anni (n=1.825.756), 50-59 anni (n=571.574) e 60-75 anni (n=215.240). L’ipertensione è stata classificata come ipertensione in stadio 1 (pressione sistolica [SBP] 130-139 mm Hg o pressione diastolica [DBP] 80-89 mm Hg) e ipertensione in stadio 2 (SBP ≥140 mm Hg o DBP ≥90 mm Hg). L’ipertensione in stadio 2 è stata ulteriormente distinta in ipertensione diastolica isolata (SBP <140 mm Hg e DBP ≥90 mm Hg), ipertensione sistolica isolata (SBP ≥140 mm Hg e DBP <90 mm Hg) e ipertensione sistolica diastolica (SBP ≥140 mm Hg e DBP ≥90 mm Hg).

Durante il follow-up (media 1.205±934 giorni) sono stati diagnosticati 43.415 casi di insufficienza cardiaca, 45.365 casi di angina pectoris, 10.420 casi di fibrillazione atriale, 22.179 ictus e 4.807 infarti del miocardio. Nonostante l’incidenza dell’insufficienza cardiaca e degli altri eventi cardiovascolari aumentasse con l’età, l’hazard ratio per l’insufficienza cardiaca diminuiva passando dalla fascia d’età più giovane a quelle più anziane. Questa relazione età-dipendente era vera per ciascuno dei sottotipi di ipertensione considerata. Non è stata riscontrata nessuna differenza tra sesso maschile e sesso femminile.

“L’importanza dell’ipertensione nei giovani adulti è frequentemente sottostimata e una pressione sanguigna elevata è spesso lasciata senza adeguata valutazione e terapia – commentano gli autori dello studio, pubblicato sulla rivista dell’American Heart Association – Tuttavia, analogamente a quanto da noi osservato, altri studi hanno mostrato l’importanza dell’ipertensione sistolica isolata e della pressione diastolica isolata nell’insorgenza della malattia cardiovascolare nei giovani adulti. Anche gli individui di 20-49 anni con ipertensione in stadio 1 hanno un rischio più elevato di insufficienza cardiaca rispetto agli individui senza ipertensione. Quindi non dovremmo sottostimare il significato clinico dell’ipertensione sistolica isolata e della pressione diastolica isolata neppure nelle persone giovani – raccomandano gli autori, che ricordano che nella popolazione giovane, a causa del crescente problema dell’obesità, la prevalenza dell’ipertensione e l’incidenza della malattia cardiovascolare sono in aumento – La gestione ottimale di ciascun sottotipo di ipertensione nei giovani adulti potrebbe offrire benefici maggiori del previsto nella prevenzione di futuri eventi cardiovascolari”.