Linfomi a cellule B aggressivi: il BMI femminile è legato agli esiti con R-CHOP-14

  • Br J Haematol

  • David Reilly
  • Univadis Clinical Summaries
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Conclusioni

  • Nelle donne di >60 anni con linfomi a cellule B aggressivi trattate con R-CHOP-14 (rituximab + ciclofosfamide, doxorubicina, vincristina e prednisolone a intervalli di 14 giorni) l’obesità era un fattore di rischio di sopravvivenza libera da eventi (event-free survival, EFS), PFS e OS inferiori.

Perché è importante

  • I dati relativi agli esiti nei pazienti obesi affetti da linfoma sono contrastanti.

Disegno dello studio

  • Dati dello studio RICOVER-60 per 576 pazienti con linfomi a cellule B aggressivi trattati con R-CHOP-14.
  • I risultati sono stati analizzati in base al BMI (≥30 kg/m2 rispetto a BMI 2) e il sesso.
  • Tutti i pazienti avevano >60 anni.
  • Finanziamento: Deutsche Krebshilfe.

Risultati principali

  • Il 42% dei pazienti era sovrappeso (BMI da ≤25 a 2), il 19% dei pazienti era obeso (BMI ≥30 kg/m2) all’inizio del trattamento.
  • Nessuna differenza significativa in tutti i pazienti rispetto ai pazienti di sesso maschile per EFS, PFS e OS.
  • Esiti migliori nelle donne non obese rispetto a quelle obese per EFS (P=0,041), PFS (P=0,038) e OS (P=0,031); i risultati sono stati confermati nelle analisi multivariate corrette per fattori di rischio in base all’indice prognostico internazionale.
  • Alcuni centri hanno fissato la dose di chemioimmunoterapia nei pazienti con superficie corporea (body surface area, BSA) >2 m2; nessuna differenza significativa in termini di EFS, PFS o OS, a prescindere dal sesso o dalla riduzione della ciclofosfamide a causa di un alto BSA.

Limiti

  • Dati retrospettivi.