Linfoma non-Hodgkin: l'impatto della terapia sul cuore


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • La percentuale di pazienti con linfoma non Hodgkin (NHL) che sviluppa eventi avversi cardiovascolari gravi dopo trattamento con il regime CHOP (ciclofosfamide, doxorubicina, vincristina, prednisone) o R-CHOP (CHOP+rituximab) è bassa.
  • I pazienti più a rischio sono gli anziani e le donne.
  • La funzionalità cardiaca è monitorata solo raramente, eppure dopo la terapia più del 10% dei pazienti presenta insufficienza cardiaca.

 

Descrizione dello studio

  • Una revisione sistematica della letteratura ha permesso di identificare 137 studi, clinici e osservazionali, condotti su pazienti adulti con NHL che avevano ricevuto come prima linea di terapia il regime CHOP o R-CHOP, in cui venivano riportati gli eventi cardiovascolari avversi.
  • Gli esiti primari della metanalisi erano le percentuali di pazienti con tossicità cardiovascolare di grado 3-4 e di pazienti con insufficienza cardiaca.

 

Risultati principali

  • Dei 21.211 pazienti inclusi nella metanalisi, 9.541 erano stati trattati con CHOP, 11.293 con R-CHOP e 377 con entrambi i regimi; il follow-up medio era di 39 mesi.
  • La percentuale di pazienti che avevano sperimentato eventi avversi cardiovascolari di grado 3-4 era 2,35% (77 studi; n=14.351).
  • Il sesso femminile e l’età anziana (≥65 anni) si associavano in modo indipendente a un aumentato rischio di eventi avversi cardiovascolari severi.
  • La percentuale di pazienti con insufficienza cardiaca era 4,62% (38 studi; n=5.936), con un aumento significativo da 1,64% a 11,72% quando la funzionalità cardiaca era valutata pre- e post-chemioterapia.
  • La percentuale di pazienti con insufficienza cardiaca era più alta negli studi in cui erano stati usati più cicli di CHOP/R-CHOP.
  • L’incidenza dell’insufficienza cardiaca era riportata solo nel 28% degli studi analizzati e uno screening per la funzionalità cardiaca prima e dopo la chemioterapia era stato fatto in una percentuale ancora più bassa di studi.

 

Limiti dello studio

  • Il 39% degli studi era ad alto rischio di esiti incompleti o di presentazione selettiva degli esiti.
  • La metanalisi è stata fatta su dati aggregati, non individuali.

 

Perché è importante

  • Il regime CHOP, con o senza rituximab, è in uso da decenni come prima linea di terapia del LNH.
  • Sono stati fatti diversi studi sulla tossicità cardiovascolare dei chemioterapici che lo compongono, ma mancava una valutazione complessiva sulla tossicità cardiovascolare del regime considerato nella sua interezza.
  • I risultati di questa revisione suggeriscono che una disfunzione cardiaca è comune dopo trattamento con CHOP/R-CHOP.
  • Occorre una stretta collaborazione tra oncologo e cardiologo per identificare le complicanze cardiovascolari nella fase pre-sintomatica in modo da migliorare gli esiti cardiaci a lungo temine nei survivors.