L'importanza di chiamarsi... Annie

  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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di Stefano Orsenigo (specializzando in anestesia e rianimazione)


La letteratura, almeno dagli ultimi venti anni, è ricca di articoli e di iniziative atte ad aumentare la conoscenza delle tecniche di rianimazione cardiopolmonare (RCP).
Negli anni è stato reso obbligatorio per le aziende, e in alcuni stati a scuola o all'interno del corso per la patente, un corso di rianimazione cardiopolmonare; i luoghi pubblici iniziano ad essere provvisti di defibrillatori semiautomatici.
Insomma l'attenzione ai corsi di RCP è sempre stata alta e si tende sempre di più a puntare sulla formazione anche della popolazione generale.
I numeri, soprattutto americani (redatti in particolare dall'American Heart Association) mostrano senza dubbio come la presenza di astanti in grado di effettuare l'RCP migliori nettamente la soppravvivenza generale.
La diffusione delle tecniche di RCP ha anche reso famosa la grande star dei corsi di rianimazione: la piccola Annie.
Chiamata anche "la ragazza più baciata del mondo" e citata addirittura in pezzi musicali (come "Smooth Criminal" di Michael Jackson), la storia di come sia diventata letteralmente il volto della rianimazione cardiopolmonare è piuttosto strana e ancora avvolta da un certo alone di mistero tanto da meritarsi un posto in un numero di BMJ.
Vi lascio qui il link per approfondire questo curioso aneddoto!