L’immunonutrizione per una miglior ripresa dopo la chirurgia gastrica

  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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di Cristina Ferrario (Agenzia Zoe)

 

I pazienti con tumore gastrico sottoposti a rimozione laparoscopica della neoplasia con gastrectomia totale possono contare sull’immunonutrizione per superare meglio l’intervento chirurgico. Lo scrivono sulla rivista Discover Oncology i ricercatori guidati da Marzia Franceschilli, del Dipartimento di Chirurgia dell’Università di Roma “Tor Vergata” che hanno coinvolto nelle loro analisi 44 pazienti con tumore gastrico in stadio I-III sottoposti a gastrectomia totale laparoscopica.

“L’immunonutrizione pre-operatoria riduce le complicazioni post-chirurgiche in pazienti malnutriti e sottoposti a interventi al tratto gastrointestinale superiore, ma il suo effetto su pazienti con buoni livelli di nutrizione non è ben noto” esordiscono gli autori. “Inoltre, i pazienti con tumori gastrici che si devono sottoporre a gastrectomia totale laparoscopica non sono in genere inclusi nei protocolli di recupero rapido dopo la chirurgia (ERAS)” aggiungono.

Da qui l’idea di valutare l’efficacia dell’immunonutrizione in pazienti normo-nutriti e inseriti in un programma “fast track”, ovvero di recupero rapido dopo l’intervento.

Nello studio a singolo centro, i pazienti sono stati suddivisi in due gruppi: il gruppo intervento è stato gestito con immunonutrizione peri-operatoria all’interno di un programma fast track, mentre il gruppo controllo non ha seguito schemi di immunonutrizione né di recupero rapido post-operatorio.

“L’intervento di immunonutrizione consisteva in 5 giorni di nutrizione enterale con arginina + nucleotidi + acidi grassi ω-3prima ella chirurgia per un totale di 25-30 kcal/kg/die. A questo schema sono state aggiunte maltodestrine diluite in acqua (50-100 grammi), somministrate il giorno dell’intervento” precisano gli autori, ricordando gli end point dello studio: complicazioni post-operatorie a 30 giorni e lunghezza del ricovero in ospedale.

Ebebne, i risultati delle analisi confermano i benefici dell’immunonutrizione per entrambi gli esiti di studio in questa popolazione di pazienti.

Le complicazioni a 30 giorni hanno infatti interessato l’8,7% dei pazienti nel gruppo intervento contro il 33,3% nel gruppo controllo (p=0,04).

Anche la lunghezza del ricovero è risultata in favore del trattamento di immunonutrizione: 7 e 10 giorni (valore mediano) nel gruppo immunonutrizione e nel gruppo controllo, rispettivamente.

“La lunghezza del ricovero potrebbe essere stata influenzata anche da fatto che i pazienti del gruppo immunonutrizione erano inclusi in un programma fast track” affermano Franceschilli e colleghi, che concludono sottolineando come i protocolli di nutrizione precoce siano ben accettati da tutti i pazienti, inclusi gli anziani.