Leucemia linfoblastica acuta Ph+, si va verso la diagnostica 2.0


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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Un gruppo di esperti italiani ha stilato un consensus paper, pubblicato sulla rivista Cancer Medicine, riguardo all’utilizzo delle nuove tecniche di sequenziamento degli acidi nucleici (Next Generation Sequencing, NGS) nello screening diagnostico delle mutazioni del dominio chinasico di BCR-ABL1 in pazienti con leucemia linfoblastica acuta (LLA) cromosoma Philadelphia positiva (Ph+). Il NGS andrebbe a sostituire la tecnica di sequenziamento standard, il metodo Sanger, che non è in grado di rilevare le mutazioni quando sono presenti in meno del 10-20% dei trascritti.

 “L’iniziativa è stata promossa dalla consapevolezza che incrementare la capacità di rilevare mutazioni emergenti e di fornire il quadro più accurato dello status mutazionale può portare grossi vantaggi in certi contesti – spiegano gli autori, che aggiungono – Allo stesso tempo, il pannello di esperti ha ritenuto che, per evitare l’uso inappropriato di test non standardizzati, andasse definito un set di indicazioni minime riguardo a quando e come effettuare il test con NGS”.

La comparsa di cloni che presentano mutazioni nel dominio chinasico di BCR-ABL1 (BCR-ABL1 KD) è un meccanismo di resistenza agli inibitori della tirosin chinasi (TKI) usati per trattare la LLA Ph+. Gli esperti hanno valutato il potenziale del NGS in tre diverse situazioni: prima e durante il trattamento di prima linea con TKI, nella malattia refrattaria/recidivante e prima e dopo il trapianto allogenico di cellule staminali. In aggiunta, sono stati definiti i requisiti tecnici e metodologici minimi per l’analisi e per la refertazione.

L’utilizzo del NGS alla diagnosi è risultato controverso e non dovrebbe, almeno per ora, far modificare i protocolli terapeutici approvati. La maggior parte degli esperti ha invece convenuto che il NGS potrebbe essere utile per identificare i pazienti a rischio di recidiva precoce, che andrebbero monitorati costantemente per seguire la cinetica delle mutazioni e modificare prontamente le terapie. L’analisi pre-trapianto consentirebbe di rilevare mutazioni a basso livello che potrebbero influenzare gli esiti dopo il trapianto. Secondo gli esperti il testing con NGS andrebbe implementato solo in pochi laboratori qualificati. Dato che non esiste un kit commerciale per questo tipo di test, sarà necessario armonizzare i protocolli e definire i requisiti di sensibilità, accuratezza e riproducibilità dei risultati.

Il primo tentativo di stabilire le indicazioni per l’uso del NGS nella LLA PhD+ fornisce informazioni preziose, tuttavia gli autori del consensus paper evidenziano la forte necessità di studi prospettici che applichino in modo sistematico il NGS per l’analisi delle mutazioni del dominio chinasico di BCR-ABL1.