Le terapie oncologiche pesano sempre meno sul cuore


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Messaggi chiave

  • Nel periodo compreso tra il 1970 e la fine del secolo il rischio di coronaropatia si è ridotto negli adulti sottoposti a terapie oncologiche da bambini.
  • Questi miglioramenti sono attribuibili almeno in parte alla riduzione delle esposizioni a terapie cardiotossiche nel corso degli anni, soprattutto nel caso dei linfomi di Hodgkin.
  • Servono ulteriori studi per verificare se questi benefici si mantengono nel tempo.

Descrizione dello studio

  • Lo studio retrospettivo di coorte ha coinvolto 27 centri che partecipavano al Childhood Cancer Survivor Study.
  • I 23.462 soggetti sopravvissuti a 5 anni erano stati trattati negli anni ’70 (26,4%),’80 (39,9%) e ’90 (33,6%) per un tumore (leucemia, tumore cerebrale, linfoma di Hodgkin e non-Hodgkin, tumori renali, neuroblastoma, tumori dei sarcomi dei tessuti molli e ossei).
  • I tumori erano stati diagnosticati prima dei 21 anni di età (mediana 6,1 anni) e i pazienti avevano un’età di 27,7 anni all’ultimo follow-up.
  • Nello studio è stato incluso anche un confronto con fratelli senza patologia oncologica.
  • La principale misura di esito era l’incidenza cumulativa di scompenso cardiaco, coronaropatia, valvulopatia, malattia pericardica e aritmia in base alla decade di trattamento.
  • Fonte di finanziamento: tra gli altri il National Cancer Institute per il Childhood Cancer Survivor Study.

Risultati principali

  • L’incidenza cumulativa a 20 anni di scompenso cardiaco e coronaropatia sono diminuite nei periodi più recenti (P
  • Ciò non vale per valvulopatia, malattia pericardica o aritmie.
  • Rispetto ai pazienti che hanno ricevuto diagnosi negli anni ’70, i rischi di scompenso, coronaropatia e valvulopatia sono diminuiti negli anni ’80 e ’90, ma in modo significativo solo per la coronaropatia (HR 0,65 e 0,53, rispettivamente).
  • L’aggiustamento per radioterapia che poteva coinvolgere il cuore ha modificato il rischio generale di coronaropatia (HR 0,90), soprattutto nei sopravvissuti a linfoma di Hodgkin (senza aggiustamento: 0,77; con aggiustamento: 0,87).

Limiti dello studio

  • Il 31% dei sopravvissuti eleggibili per lo studio ha deciso di non parteciparvi.
  • Gli eventi cardiaci sono stati auto-riferiti.

Perché è importante

  • I sopravvissuti a tumori pediatrici sono sempre più numerosi grazie ai progressi nella terapia.
  • Nonostante i progressi documentati negli ultimi 30 anni, questi pazienti ancora soffrono di effetti collaterali delle terapie sul lungo periodo.
  • Conoscere le tendenze di questi effetti collaterali è importante dal momento che nuovi e più mirati trattamenti potrebbero avere un impatto diverso sui pazienti.