Le malattie cardiovascolari sono collegate a un rischio più alto di tumore polmonare

  • Univadis
  • Notizie di oncologia
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Contesto

  • Vari studi epidemiologici suggeriscono un legame tra malattie cardiovascolari (cardiovascular disease, CVD) e sviluppo di tumori polmonari, ma presentano difetti metodologici.

Conclusioni

  • Un nuovo studio più rigoroso indica che le CVD sono associate a un rischio superiore del 67% di insorgenza di tumore polmonare e a un rischio superiore del 95% di decesso per tumore polmonare. Lo studio è uno studio di coorte appaiata a livello nazionale condotto in Danimarca.
  • Lo studio di coorte, prospettico, di popolazione ha seguito pazienti con CVD per un massimo di 42 anni.
  • L’aumento del rischio di tumore polmonare è risultato massimo in caso di CVD diagnosticate nella mezza età adulta (età >40 anni).

Perché è importante

  • Il meccanismo alla base dell’associazione tra CVD e tumore polmonare è sconosciuto, ma potrebbe coinvolgere l’infiammazione cronica indotta dalle CVD. È noto che l’infiammazione cronica promuove nel tempo lo sviluppo del cancro.
  • Gli autori del nuovo studio incoraggiano i medici di base a valutare lo screening del tumore polmonare per le CVD di nuova diagnosi nella mezza età adulta, l’età nella quale il rischio di tumore polmonare è massimo.

Disegno dello studio

  • Studio di coorte appaiata, a livello nazionale, prospettico, di popolazione di tutti i pazienti con nuova diagnosi di CVD (n=306.285) appaiati in base a sesso ed età a 4 partecipanti di controllo senza CVD (n=1.222.140) in Danimarca.
  • I nuovi casi di CVD provenivano dal Registro nazionale dei pazienti danese (periodo 1967–2006). Questi soggetti sono stati considerati la coorte “esposta”, mentre i partecipanti di controllo appaiati sono stati considerati la coorte “non esposta”.
  • Gli esiti primari erano l’incidenza di tumore polmonare e la mortalità per tumore polmonare in base al Registro tumori danese e al Registro delle cause di morte danese.
  • I risultati sono stati corretti per potenziali fattori confondenti, tra cui obesità, diabete mellito, fumo, disturbi legati all’alcol, coabitazione e livello di istruzione.
  • Finanziamento: Independent Research Fund Denmark; Nordic Cancer Union; altri.

Risultati principali

  • Il follow-up è durato fino a 42 anni, con un follow-up mediano di 10,2 anni.
  • La popolazione esposta ha sviluppato tumore polmonare a un tasso dello 0,08%, mentre i partecipanti non esposti hanno sviluppato tumore polmonare a un tasso dello 0,04%.
  • Dopo correzione per i fattori confondenti, la differenza nei tassi si è tradotta in un rischio superiore del 67% di tumore polmonare nei partecipanti esposti rispetto a quelli non esposti (rapporto di rischio corretto [adjusted hazard ratio, aHR]=1,67; IC 95%, 1,42–1,96). L’intervallo di confidenza è l’intervallo di valori all’interno dei quali ricade l’HR con solo il 5% di probabilità di essere sbagliato.
  • Il rischio è risultato persino più elevato per la mortalità. I partecipanti esposti hanno evidenziato un aumento del 95% del rischio di mortalità per tumore polmonare rispetto a quelli non esposti (aHR=1,95; IC 95%, 1,50–2,55).
  • L’associazione tra CVD e incidenza di tumore polmonare è risultata evidente in 3 sottotipi principali di CVD:
    • per la cardiopatia il rischio è risultato aumentato del 93% (aHR=1,93; IC 95%, 1,30–2,85);
    • per la malattia vascolare il rischio è risultato aumentato dell’88% (aHR=1,88; IC 95%, 1,35–2,61);
    • per la malattia ipertensiva il rischio è risultato aumentato del 46% (aHR=1,46; IC 95%, 1,15–1,85).
  • L’incidenza e la mortalità del tumore polmonare sono sembrate aumentare all’aumentare dell’età alla diagnosi di CVD. Il gruppo con l’età più avanzata (>40 anni) ha evidenziato il rischio massimo di incidenza di tumore polmonare (aHR=3,44; IC 95%, 2,28–5,19) e di mortalità per tumore polmonare (aHR=3,67; IC 95%, 1,80–7,46) nei partecipanti esposti rispetto a quelli non esposti.

Limiti

  • Disegno osservazionale.
  • Potenziale confondimento residuo a causa di fattori non controllati.