Lazio, firmato protocollo su prevenzione maltrattamenti e abusi anziani

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Roma, 15 giu. (Adnkronos Salute) - Siglato, oggi a Roma nella sede della Regione Lazio, un protocollo d’intesa per la valorizzazione della cultura e delle competenze professionali nella prevenzione degli abusi e della violenza sull’anziano. L'intesa è stata sottoscritta dalla Asl Viterbo, l’Associazione religiosa istituti sociosanitari (Aris), l’Associazione italiana ospedalità privata (Aiop) e Unindustria, in occasione della Giornata mondiale contro l’abuso sugli anziani, che si celebra oggi.

Il protocollo nasce da un percorso congiunto avviato dall’azienda sanitaria locale viterbese e dalle associazioni di categoria nell’ambito della campagna nazionale di comunicazione e di educazione alla salute #Lottocontrolaviolenza, organizzata con Federsanità Anci, che dall’8 marzo all’8 aprile ha visto l’adesione e la partecipazione di oltre 135 partners su tutto il territorio nazionale. Tra questi l’assessorato alla Sanità e all’integrazione sociosanitaria della Regione Lazio, con il logo salutelazio.

Il protocollo - si legge in una nota - si pone come obiettivo la strutturazione di un rapporto di collaborazione tra le associazioni tutte, i medici di medicina generale e i cittadini nell’ambito della prevenzione di abusi e forme di violenza sull’anziano, dell’individuazione precoce dei fattori di rischio, della strutturazione di specifici percorsi formativi e informativi. A tal fine le parti hanno ritenuto opportuno attivare un tavolo tecnico che veda la partecipazione congiunta di professionisti della Asl di Viterbo e delle associazioni, finalizzato alla individuazione di progetti e interventi da attuare. Inoltre, i firmatari del protocollo hanno convenuto di condividere il percorso e le azioni delineate con le Aree competenti della Direzione salute e integrazione sociosanitaria della Regione Lazio, ai fini di una valutazione congiunta e di un ampliamento dell’ambito di applicazione che possa interessare l’intero territorio regionale.

All’incontro presso la sala Tevere hanno partecipato il direttore generale della Asl di Viterbo, Daniela Donetti; il presidente Aris Lazio, Michele Bellomo; la presidente Aiop Lazio, Jessica Veronica Faroni; il presidente Unindustria di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo - sezione Sanità, Antonio Vallone; il direttore dell’ufficio II 'Piano sanitario nazionale e piani di settore' della direzione generale Programmazione sanitaria del ministero della Salute, Mariadonata Bellentani, e il direttore regionale della direzione Salute e integrazione sociosanitaria Regione Lazio, Massimo Annichiarico.

A conclusione dell’incontro l’assessore regionale Alessio D’Amato è intervenuto, commentando l’importanza e la valenza del protocollo siglato. “La sottoscrizione di questo protocollo è un passo in avanti importante per il contrasto del fenomeno degli abusi sugli anziani. L’obiettivo è quello di costruire insieme dei percorsi e una rete di sostegno per le vittime che siano capaci di intercettare precocemente il fenomeno e mettere in campo tutte le iniziative necessarie. E’ importante che tutto il sistema sia allertato, le strutture, gli operatori e le associazioni per riconoscere e prevenire il fenomeno”, ha commentato D’Amato.

“L’abuso sugli anziani - commenta il direttore generale della Asl di Viterbo, Daniela Donetti - è un problema molto diffuso in maniera direttamente proporzionale al declino delle condizioni cliniche, pur se poco considerato. È un fenomeno multidimensionale che racchiude maltrattamenti fisici o psicologici, incuria o sfruttamento economico dell’anziano. È frequente nella stessa persona la concomitanza di molteplici forme di abuso. L’abuso sugli anziani è difficile da rilevare, sia per la mancanza di denunce, che anche per la difficoltà di rilevarne i segni, poiché infatti, molti dei segni sono difficili da interpretare. È importante che gli operatori siano in grado di riconoscere i fattori di rischio e i segni anche lievi di abuso per prevenirne l’accadere delle varie forme più gravi di abuso. Tale riconoscimento, ad esempio, può avvenire attraverso specifici strumenti di screening. Questa è una delle motivazioni principali alla base del protocollo siglato oggi".

"Il fenomeno degli abusi sugli anziani sta crescendo - rimarca il presidente della sezione Sanità di Unindustria, Antonio Vallone- e non è facile tenerlo sotto controllo. Non esiste a oggi una soluzione di certezza nell’identificare il soggetto abusato e quello abusante, ma la combinazione di elementi clinici con screening di routine, attraverso anche la collaborazione con i servizi sociali e di comunità, potrebbero di certo aiutare a far emergere e combattere queste terribili situazioni. Ogni forma di abuso è da considerarsi violazione dei diritti umani e la società tutta e i setting di cure primarie hanno un ruolo determinate. Questo protocollo è un primo passo verso la giusta direzione".

“Con il protocollo - prosegue il direttore Aiop Lazio Mauro Casanatta - un grande passo avanti è stato fatto in tema di riconoscimento precoce dei casi di abuso sugli anziani. Come Aiop Lazio, che rappresenta circa 120 strutture sanitarie e sociosanitarie, siamo parte attiva nell’assistenza ai pazienti della terza età e lavoriamo affinché nelle Rsa garantito un servizio adeguato ai bisogni della persona. Siamo lieti di aver siglato il protocollo nell’ambito della campagna #LOTTOcontrolaviolenza, al fianco delle Regione Lazio, convinti che i bisogni della persona debbano essere al centro del rapporto medico-paziente e che l’anziano vada rispettato nel momento di maggior fragilità".

“Siamo fieri di aver collaborato con la Asl viterbese e con le altre associazioni di categoria alla stesura di questo documento. Il protocollo - sottolinea il presidente Aris Lazio Michele Bellomo - rispecchia pienamente il Dna delle strutture nostre associate, gestite da Enti religiosi, vicine costantemente ai bisogni delle persone più fragili. Un plauso particolare all’assessorato della Regione e, soprattutto, alla direzione generale della Asl che ha voluto fortemente questo protocollo e di cui auspichiamo l’applicazione anche a carattere regionale”.