Lazio: al Regina Elena super microscopio donato da Fondazione Roma


  • Adnkronos Salute
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Roma, 2 lug. (AdnKronos Salute) - Al Regina Elena di Roma un super microscopio dono della Fondazione Roma, per cellule tumorali senza più segreti. L'alta risoluzione dello strumento permette infatti di osservare ambienti tumorali realistici, per comprendere meglio i meccanismi che guidano le varie mutazioni del cancro. Il microscopio a fluorescenza confocale di ultima generazione, inaugurato oggi all'Ire, permette di analizzare anche il fenotipo e cioè l'aspetto esteriore del tumore, con tecnologie al vertice dell'imaging cellulare per risoluzione, sensibilità e velocità lineari. Lo strumento offre immagini ad altissima risoluzione di tutte le strutture interne della cellula: cromosomi, mitocondri e citoscheletro, su cellule fissate o anche su cellule vive, senza quindi alterare il campione biologico con complicati passaggi di colorazione o fototossicità.

"Si tratta - ha affermato Francesco Ripa di Meana, direttore generale Ifo - di una piattaforma altamente innovativa che consente di potenziare e 'fondere' ricerca traslazionale e medicina di precisione". Per Gennaro Ciliberto, direttore scientifico dell'Istituto nazionale tumori Regina Elena, "lo strumento facilita e favorisce la collaborazione tra ricercatori, patologi, oncologi e chirurghi. Infatti, grazie alle informazioni che si ottengono dall'osservazione ad altissima risoluzione di cellule e tessuti tumorali pre-trattamento e post-trattamento, è possibile ottenere classificazioni diagnostiche e prognostiche sempre più precise del paziente oncologico e terapie a bersaglio molecolare, immunomodulatori e radioterapia sempre più efficaci". Ha commentato il presidente della Fondazione Roma, Emmanuele Francesco Maria Emanuele: "Oggi giunge a felice conclusione un intervento da me fortemente voluto allorché ero presidente della Fondazione Roma, che testimonia, se ve ne fosse bisogno, la vicinanza della Fondazione alle esigenze di aggiornamento tecnologico della ricerca in campo bio-medico, da troppi anni trascurata a causa della nota e costante inadeguatezza delle risorse pubbliche".

"Attraverso questo potente strumento - ha precisato Silvia Soddu, responsabile dell'Unità network cellulari e bersagli terapeutici molecolari Ire - è quindi possibile studiare i parametri del microambiente tumorale rispetto al tessuto non patologico. Non solo. Attraverso la piattaforma sarà possibile osservare cellule vive, sia geneticamente modificate che sottoposte a trattamenti anti-neoplastici, per studiare i meccanismi molecolari coinvolti nella formazione dei tumori e nella risposta alle terapie mirate, o nella resistenza ai trattamenti. Sarà anche possibile osservare parametri cellulari senza minimamente alterare la cellula: apoptosi, proliferazione, citotossicità, angiogenesi, proliferazione di cellule immunitarie, marcatori".