L’attestato per l’IVG si può rilasciare anche online

  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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di Maria Cristina Valsecchi (Agenzia Zoe)

 

La legge 194 del 1978 stabilisce che la donna intenzionata a interrompere una gravidanza entro i primi 90 giorni di gestazione si rivolga a un consultorio pubblico, a una struttura socio-sanitaria abilitata dalla Regione o a un medico di sua fiducia per un colloquio che ha lo scopo di accertare la sua intenzione, passarne in rassegna le motivazioni e considerare possibili soluzioni che consentano di evitare l’aborto. Se al termine del colloquio la donna conferma la propria volontà, il medico le rilascia un attestato della richiesta e la invita a riflettere per sette giorni prima di procedere con l’interruzione. Se valuta che non sia opportuno aspettare sette giorni, le rilascia un certificato di urgenza. In entrambi i casi, la diretta interessata dovrà presentare il documento per prenotare l’interruzione in una struttura abilitata.

“Nel dicembre del 2020, in piena pandemia, la Conferenza Stato-Regioni ha approvato le Indicazioni nazionali per l’erogazione di prestazioni in telemedicina che prevedono la possibilità di effettuare visite e certificazioni a distanza. Il colloquio e il rilascio dell’attestato della volontà di interrompere una gravidanza ai sensi della legge 194 hanno le caratteristiche per rientrare tra le prestazioni previste dalle Indicazioni”, spiega la ginecologa Elisabetta Canitano, presidente dell’Associazione Vita di Donna Onlus, intervenuta al Congresso annuale della Libera Associazione Italiana Ginecologi per l’Attuazione della 194 il 3 ottobre scorso a Roma.

Da circa un anno, Canitano e un gruppo di colleghe aderenti a Pro-choice RICA, Rete Italiana Contraccezione Aborto, offrono questo servizio gratuitamente a chi le contatta al numero 366.3540689 o all’indirizzo info@vitadidonna.it. La procedura prevede che l’assistita invii a un indirizzo email una scansione del proprio documento di identità e il risultato del test di gravidanza. Il colloquio avviene in videochiamata, viene registrato e conservato in archivio. Al termine, la donna riceve via email l’attestazione con firma digitale del medico con cui ha sostenuto il colloquio, che può presentare in ospedale o all’ambulatorio abilitato per erogare l’IVG.

“Nel corso di questo anno abbiamo rilasciato una cinquantina di attestati”, riferisce Canitano. “Non sempre gli ospedali li accettano, perché si tratta di una novità. Se c’è qualche problema, forniamo all’assistita un testo con i riferimenti di legge che può mostrare al personale della struttura, oppure telefoniamo al personale per spiegare la questione”.

Qualunque medico, non solo gli specialisti in ginecologia, può rilasciare a un’assistita l’attestazione dello stato di gravidanza e dell’intenzione di abortire e, attrezzandosi con gli strumenti necessari, può farlo anche per via telematica. “Ricordiamo che la legge 194 non prevede l’obbligo di prescrivere alcun esame medico prima di rilasciare l’attestato e che la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, nel documento Abortion Care Guideline pubblicato pochi mesi fa, non raccomanda esami di routine, nemmeno gruppo sanguigno e Rh, salvo situazioni specifiche valutate caso per caso dal medico”, aggiunge la ginecologa Marina Toschi, moderatrice al congresso.