L’aspirina può avere un ruolo nella prevenzione del tumore ovarico?

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Secondo i risultati di una metanalisi pubblicata sul Journal of Clinical Oncology, l’uso frequente di aspirina può ridurre il rischio di sviluppare il tumore ovarico indipendentemente dalla presenza della maggior parte degli altri fattori di rischio di tumore ovarico.

Secondo i ricercatori dello studio “Questi risultati suggeriscono che la prevenzione primaria del tumore ovarico è un beneficio aggiunto dell’uso frequente di aspirina che potrebbe essere incluso nei calcoli compositi del rapporto rischio-beneficio”.

Questa metanalisi ha valutato i dati a livello individuale di 9 studi di coorte, prospettici dell’Ovarian Cancer Cohort Consortium che hanno incluso 2.600 donne affette da tumore ovarico e di 8 studi caso-controllo, di popolazione dell’Ovarian Cancer Association Consortium che hanno incluso 5.726 donne con il tumore.

Secondo gli autori, si tratta del più ampio studio mai condotto su aspirina e rischio di tumore ovarico e il primo a esaminare la modificazione degli effetti in base a una serie completa di fattori di rischio per il tumore ovarico.

I risultati suggeriscono che l’uso frequente di aspirina è associato a una riduzione del 13%, complessivamente, del rischio di tumore ovarico (rischio relativo [RR]=0,87; IC 95%, 0,80–0,94) e a una riduzione del 14% del rischio di carcinoma ovarico sieroso di alto grado (RR=0,86; IC 95%, 0,78–0,94), l’istotipo più comune e uno dei più letali.

I fattori di rischio di tumore ovarico non modificano l’associazione tra uso frequente di aspirina e rischio di tumore ovarico. Le associazioni con l’uso frequente di aspirina sono risultate simili per tutti gli istotipi di tumore ovarico. Le riduzioni del rischio sono risultate particolarmente consistenti per il tumore ovarico sieroso di alto grado, sia in generale sia nei sottogruppi definiti in base ai fattori di rischio di tumore ovarico.

Nei 9 studi di coorte, 491.651 donne sono state seguite per 4,6–14,3 anni; la prevalenza di uso frequente di aspirina era del 9,8%–38%. Negli 8 studi caso-controllo la prevalenza dell’uso frequente di aspirina variava tra il 5,6% e il 29,8%. L’uso frequente di aspirina è risultato associato a una riduzione del rischio di tumore ovarico rispettivamente del 10% e del 16% negli studi di coorte e caso-controllo.

È stata osservata una riduzione del rischio del 18% nelle donne senza endometriosi (RR=0,82; IC 95%, 0,73–0,92), ma l’uso di aspirina non ha evidenziato un effetto protettivo nelle donne con endometriosi (RR=1,15; IC 95%, 0,80–1,65). L’uso frequente di aspirina è risultato associato a un rischio inferiore di tumore ovarico indipendentemente dall’obesità, sebbene l’associazione sia risultata leggermente più forte nelle donne obese (RR=0,79; IC 95%, 0,67–0,93).

Inoltre, il numero necessario da trattare (number needed to treat, NNT) un’incidenza di 1 tumore ovarico entro 10 anni è risultata 1.784 in generale e 970 nelle donne ad alto rischio.

Gli autori hanno osservato che “Dato che ottengono benefici anche le donne con rischio aumentato di tumore ovarico a causa di fattori di rischio epidemiologici e che il NNT per prevenire 1 tumore ovarico è inferiore nelle donne a rischio più alto, la ricerca futura dovrebbe esplorare in che modo i programmi di chemioprevenzione con aspirina potrebbero integrare le strategie preventive esistenti, attualmente limitate alle donne con il rischio più alto, e includere sottogruppi ad alto rischio aggiuntivi per massimizzare l’impatto a livello di popolazione e minimizzare i rischi”.

Questo studio è stato finanziato dal programma di ricerca sul tumore ovarico del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.