L’analisi dei biomarcatori tumorali viene offerta sempre più comunemente ai pazienti con NSCLC

  • Calvo de Juan V & al.
  • ELCC 2022

  • Univadis
  • Notizie di oncologia
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Conclusioni

  • Dati nel mondo reale provenienti dalla Spagna suggeriscono che la percentuale di pazienti con una diagnosi di tumore polmonare non a piccole cellule (non-small cell lung cancer, NSCLC) in stadio avanzato sottoposti all’analisi dei biomarcatori è in aumento.

Perché è importante

  • I bassi tassi di analisi dei biomarcatori sono sempre stati una preoccupazione per gli oncologi.
  • Idealmente, nei pazienti affetti da NSCLC in stadio avanzato si devono valutare almeno 5 biomarcatori principali: ALK, BRAF, EGFR, ROS1 e PD-L1.

Disegno dello studio

  • I ricercatori hanno valutato le analisi dei biomarcatori di 9.239 pazienti affetti da NSCLC in stadio IV del Registro tumori toracici, che include i dati di 182 ospedali spagnoli.
  • Finanziamento: nessuno.

Risultati principali

  • Le analisi dei biomarcatori tumorali sono state eseguite nell’85% dei pazienti con tumori non squamosi e nel 56,3% dei pazienti con tumori squamosi.
  • Il 44,5% dei pazienti sottoposti alle analisi dei biomarcatori è risultato positivo per mutazioni di ALK, BRAF, EGFR, KRAS, ROS1 o PD-L1.
  • È stato osservato un aumento significativo di tutti i test molecolari durante un periodo di 5 anni.

Limiti

  • Disegno osservazionale.