La vitiligine indotta dagli inibitori del checkpoint immunitario si estende oltre il melanoma

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Conclusioni

  • La vitiligine indotta dagli inibitori del checkpoint immunitario (immune checkpoint inhibitor, ICI) può estendersi oltre il melanoma a vari altri tipi di tumore.

Perché è importante

  • Dato l’aumento dell’uso di ICI per il trattamento di tumori diversi dal melanoma, è necessaria una maggiore comprensione degli esiti correlati alla vitiligine e dell’effetto della vitiligine sulla qualità della vita (quality of life, QoL).

Disegno dello studio

  • In uno studio di coorte retrospettivo, i ricercatori hanno esaminato 151 pazienti oncologici con vitiligine indotta da ICI dopo il trattamento con pembrolizumab, nivolumab e ipilimumab in monoterapia o in combinazione.
  • Finanziamento: nessuno.

Risultati principali

  • 132 pazienti (87,4%) con vitiligine indotta da ICI soffrivano di melanoma.
  • 19 pazienti (12,6%) avevano tumori diversi dal melanoma, tra cui tumore polmonare non a piccole cellule (non-small cell lung cancer, NSCLC; n=6), carcinoma a cellule renali (n=5), tumore mammario (n=2), carcinoma cutaneo a cellule squamose (n=2), angiosarcoma (n=1), linfoma di Hodgkin (n=1), microcitoma (n=1) e micosi fungoide (n=1).
  • Il tempo mediano all’insorgenza di vitiligine è risultato di 209 giorni nel gruppo con melanoma rispetto a 382 giorni nel gruppo con tumori diversi dal melanoma, probabilmente perché il gruppo con tumori diversi dal melanoma non è stato sottoposto a regolari esami della pelle.
  • La maggior parte dei pazienti ha evidenziato un decorso stabile della vitiligine; il 91,4% nella coorte principalmente caucasica non ha ricevuto alcun trattamento.
  • Due pazienti di colore nel gruppo con tumori diversi dal melanoma hanno ottenuto una risposta quasi completa alla fototerapia con raggi ultravioletti di tipo B a banda stretta e steroidi per via topica.

Limiti

  • La vitiligine non è stata riportata in modo coerente.
  • Studio monocentrico.