La “tossicità finanziaria” del cancro parla (anche) italiano

  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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di Cristina Ferrario - Agenzia Zoe

 

I problemi economico-finanziari legati al cancro non sono solo un problema d’oltreoceano, ma hanno un impatto forte anche in Italia. E oggi esiste uno strumento – il questionario PROFFIT – per misurare in modo specifico la “tossicità finanziaria” nel Bel Paese e, potenzialmente, in tutte le nazioni con un sistema sanitario simile a quello italiano.

“Negli Stati Uniti molte, se non tutte, le spese mediche sono sostenute direttamente dai pazienti e ciò causa importanti problemi finanziari che si traducono spesso in esiti peggiori dei trattamenti, incluso un aumento della mortalità” spiegano gli autori dello studio pubblicato su BMJ Open nel quale viene presentata la versione finale del nuovo questionario declinato per l’Italia.

“In un lavoro di qualche anno fa ci siamo però accorti che il problema della tossicità finanziaria è presente anche in Italia, seppur in misura minore rispetto agli USA, e porta a un peggioramento della qualità di vita dei pazienti e a una maggiore mortalità” aggiungono i ricercatori coordinati da Francesco Perrone, direttore della Struttura complessa di sperimentazioni cliniche dell’Istituto nazionale tumori Fondazione Pascale di Napoli.

Da qui l’idea di creare uno strumento che fosse in grado di catturare tutte le sfumature della tossicità finanziaria in Italia, dove il sistema sanitario ma anche la struttura e abitudini socio-culturali sono molto diverse da quelle statunitensi.

Anni di lavoro sull’argomento hanno portato proprio a PROFFIT – acronimo di Patient-Reported Outcome for Fighting FInancial Toxicity – un questionario composto da 16 domande totali: 7 permettono di calcolare un punteggio di tossicità finanziaria (FT score) e 9 servono invece a comprendere meglio le ragioni alla base di questa tossicità.

“Le 9 domande sui determinanti della tossicità finanziaria sono importanti perché ci possono indicare le azioni da mettere in campo per risolvere il problema” spiegano i ricercatori. “Se per esempio vediamo che il costo degli spostamenti verso il centro di cura ha un grande peso, sapremo di dover agire per migliorare l’organizzazione delle cure sul territorio” precisano Perrone e colleghi che continueranno a lavorare per confermare la validità del questionario.

“I dati ottenuti attraverso l’uso di questo strumento ci aiuterà a capire come collaborare nella lotta contro il cancro e a migliorare anche gli esiti nei pazienti” concludono i ricercatori, che hanno messo a disposizione gratuitamente il questionario per i ricercatori che volessero tradurlo e adattarlo ad altri paesi e sistemi sanitari.