La TOS non serve in prevenzione primaria


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Notizie mediche Univadis
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Non ci sono ragioni per raccomandare l’uso della terapia ormonale sostitutiva (TOS, sia estroprogestinica sia a base di soli estrogeni) nella prevenzione primaria delle malattie croniche dopo la menopausa. Sono queste le conclusioni a cui giunge la US Preventive Services Task Force (USPSTF) alla luce di una revisione sistematica degli studi disponibili.

Le condizioni croniche prese in esame includono:

  • le malattie cardiovascolari;
  • il cancro del seno, del colon-retto e altri tipi di cancro;
  • le malattie tromboemboliche incluso il tromboembolismo venoso;
  • l'ictus;
  • il decadimento cognitivo inclusa la demenza;
  • i calcoli della cistifellea;
  • l’incontinenza urinaria;
  • le fratture;
  • il diabete.

La USPSTF stabilisce diversi livelli di raccomandazione (A, B, C, D, I) e identifica un livello di certezza per i benefici attesi da ciascun intervento (alto, medio o basso). Al termine della revisione sistematica, gli esperti statunitensi si esprimono contro l’uso della terapia ormonale sostitutiva in prevenzione primaria con una raccomandazione di grado D (il che significa che “c’è una certezza da moderata a elevata che l’intervento non abbia benefici o che i danni superino i benefici”).

 

La popolazione di riferimento

La raccomandazione di evitare la TOS come misura di prevenzione primaria riguarda le donne asintomatiche in postmenopausa che la scelgono principalmente allo scopo di prevenire le malattie croniche. Non si applica a quelle che la vogliono utilizzare per tenere a bada i sintomi del climaterio, come le vampate di calore o la secchezza vaginale, e non si applica a donne in menopausa prematura (per insufficienza ovarica o per effetti della chirurgia).

La raccomandazione si applica a una popolazione con un rischio nella media per lo sviluppo delle malattie esaminate. Individui con elevato rischio per alcune condizioni croniche possono avere un diverso profilo rischio-beneficio.

 

Quale TOS per quale donna

La TOS estroprogestinica viene in genere consigliata a donne con un utero intatto, mentre la terapia estrogenica si raccomanda a donne isterectomizzate. Le linee guida hanno valutato studi con formulazioni orali o transdermiche, non formule a rilascio locale (come gli anelli o gli ormoni in crema o gel per uso topico).

L’uso della TOS è associato, negli studi, a benefici e a danni. La terapia estroprogestinica si associa a una diminuzione di fratture, diabete e cancro del colon-retto, ma anche a un aumento di cancro del seno, malattie cardiovascolari, tromboembolismi, ictus, demenza, calcoli della cistifellea e incontinenza urinaria.

L’uso degli estrogeni è associato a una diminuzione del rischio di fratture, cancro del seno invasivo e diabete; d’altro canto aumenta il rischio di eventi tromboembolici, ictus, demenza, calcoli della cistifellea e incontinenza urinaria. La differenza di effetto sul cancro del seno tra la formulazione estroprogestinica e quella solo estrogenica non ha al momento una spiegazione soddisfacente.

 

Approcci preventivi di comprovata efficacia

Vi sono altri trattamenti che hanno un effetto dimostrato in prevenzione primaria delle malattie croniche in età postmenopausale.

Per esempio, il tamoxifene e il raloxifene riducono il rischio di cancro al seno in donne ad alto rischio e senza controindicazioni o effetti collaterali pesanti.

La USPSTF raccomanda ovviamente anche di agire sugli stili di vita (per promuovere una dieta sana e l’esercizio fisico), nonché l’uso quotidiano di aspirina a bassa dose per ridurre il rischio di cancro del colon-retto e di malattie cardiovascolari.

 

Le linee guida SIGO

Le conclusioni della USPSTF possono apparire parzialmente in contrasto con le linee guida della Società italiana di ginecologia ed ostretricia (SIGO), aggiornate nel maggio 2017, secondo le quali vi sarebbero sufficienti prove di efficacia nell’uso della TOS per la prevenzione di osteoporosi e fratture, nonché per la prevenzione dell’atrofia di epiteli, tessuto connettivo e dischi intervertebrali.