La terapia adiuvante con pembrolizumab migliora la DFS nell’NSCLC allo stadio iniziale

  • Paz-Ares L & al.
  • Ann Oncol

  • Univadis
  • Notizie di oncologia
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Conclusioni

  • La terapia adiuvante con pembrolizumab migliora la sopravvivenza libera da malattia (disease-free survival, DFS) dei pazienti affetti da tumore polmonare non a piccole cellule (non-small cell lung cancer, NSCLC) allo stadio iniziale dopo la resezione completa.

Perché è importante

  • I risultati suggeriscono che pembrolizumab potrebbe potenzialmente diventare una nuova opzione terapeutica adiuvante per i pazienti affetti da NSCLC in stadio IB–IIIA dopo la resezione completa e la chemioterapia adiuvante.

Disegno dello studio

  • Nella sperimentazione di fase 3 PEARLS/KEYNOTE-091 1.177 adulti affetti da NSCLC in stadio IB, II o IIIA sono stati assegnati casualmente a 200 mg di pembrolizumab (n=590) o a placebo (n=587) ogni 3 settimane.
  • Tutti i pazienti presentavano uno stato di validità secondo l’Eastern Cooperative Oncology Group di 0–1, con un livello qualsiasi di espressione del ligando 1 della proteina di morte cellulare programmata (programmed cell death-ligand 1, PD-L1).
  • Finanziamento: Merck Sharp & Dohme Corp.

Risultati principali

  • La DFS è risultata di 53,6 mesi nel gruppo trattato con pembrolizumab rispetto a 42,0 mesi nel braccio placebo (HR=0,76; P=0,0014).
  • Il beneficio in termini di DFS è risultato generalmente comparabile tra pazienti con punteggio percentuale del tumore (tumor proportion score, TPS) per PD-L1 <1%, 1%–49% e 50%.
  • Nel sottogruppo di pazienti con TPS per PD-L1 50%, ha evidenziato DFS a 18 mesi un numero leggermente maggiore di pazienti nel gruppo trattato con pembrolizumab rispetto al gruppo placebo (71,7% vs. 70,2%); la differenza non era tuttavia significativa (HR=0,82; P=0,14).
  • La sopravvivenza complessiva (overall survival, OS) a 18 mesi è risultata del 91,7% nel gruppo trattato con pembrolizumab rispetto al 91,3% nel gruppo placebo (HR=0,87; P=0,17); i dati erano tuttavia immaturi.
  • Non sono emersi nuovi problemi di sicurezza.
  • La frequenza degli eventi avversi di grado 3 o superiore è stata del 34,1% nel gruppo trattato con pembrolizumab rispetto al 25,8% nel gruppo placebo.

Limiti

  • Dati di un’analisi ad interim.